Il calcio italiano è in lutto. È morto a Milano, all’età di 83 anni, Sandro Mazzola, storica bandiera dell’Inter e della Nazionale. A novembre ne avrebbe compiuti 84.

Il commosso comunicato del club nerazzurro
“FC Internazionale Milano, il suo presidente Giuseppe Marotta, il vicepresidente Javier Zanetti, l’allenatore Cristian Chivu e il suo staff, i calciatori e tutto il mondo Inter si uniscono con profonda commozione al cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda nerazzurra e del calcio mondiale”, si legge nella nota diffusa dal club, che abbraccia i familiari del campione in questo momento di dolore.
“La voglia di ricordare si mischia con il pudore”
Il comunicato prosegue sottolineando quanto sia difficile trovare le parole migliori per salutare chi ha scritto la storia in maniera indelebile e senza precedenti, non solo quella nerazzurra. Mazzola, si legge ancora, è stato la storia dell’Inter: ci è entrato da ragazzino e non ne è più uscito, portando sulle spalle il fardello pesante del ricordo di un padre che sembrava invincibile.
Il legame speciale con la maglia nerazzurra
Nella nota, l’Inter ricorda anche il senso di devozione e totale ringraziamento che Mazzola nutriva verso il club, definito dallo stesso campione “come una mamma”, un affetto ripagato da una carriera fatta di giocate, gol e meraviglie: quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, il titolo di capocannoniere in Serie A nel 1965 con 17 gol e in Coppa dei Campioni nel 1964 con 7 reti.
“Essere ricordato come un bravo uomo”
Come raccontato più volte dallo stesso Mazzola, il campione custodiva un ultimo, profondo desiderio: essere ricordato come un uomo buono, capace di giocarsela anche quando la vittoria sembra impossibile, proprio come in quella storica sfida persa 9-1 contro la Juventus nel giugno 1961. “Lo faremo, Sandro”, chiude il comunicato del club nerazzurro.
L’ultimo abbraccio del popolo nerazzurro
L’affetto dei tifosi interisti nei confronti di Mazzola si era manifestato dal vivo anche nel maggio 2024, in occasione della celebrazione della Seconda Stella, quando l’ex campione era stato accolto in campo insieme ad altri protagonisti della storia del club, celebrato per quella prima, storica generazione di vittorie che aveva contribuito a costruire.
Un’eredità che va oltre il calcio giocato
Nato pochi giorni dopo la morte del padre Valentino, storico capitano del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga, Sandro Mazzola aveva saputo costruire senza di lui un destino altrettanto leggendario, restando per sempre legato a un’unica maglia e a un unico grande sogno, portato avanti con dedizione per un’intera vita.
Fonte: Quotidiano Nazionale, La Nazione, Sky Sport, NapoliMagazine, con comunicato ufficiale di FC Internazionale Milano