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Prof accoltellata, verifiche sul cellulare del 13enne: si cercano istigatori

19/09/2026 13:41

Proseguono gli accertamenti sul tredicenne che ha aggredito la propria insegnante nella scuola media Giovanni Verga, nel quartiere Centocelle a Roma. I carabinieri hanno effettuato una perquisizione informatica sul cellulare del ragazzo e su quello della madre, procedendo anche alla copia forense dei dispositivi.

Le verifiche sul cellulare del 13enne che ha accoltellato la professoressa a Centocelle

Le carte di credito usate per acquistare i coltelli

Sul telefono della donna sarebbero salvate le carte di credito utilizzate dal minore per acquistare gli oggetti impiegati nell’aggressione. L’analisi dei dati servirà anche a verificare se il ragazzo possa essere stato in qualche modo istigato a colpire la docente, e se avesse effettivamente pianificato di diffondere il video dell’aggressione all’interno di un gruppo Telegram.

Si cercano eventuali istigatori

L’obiettivo principale degli investigatori è ricostruire i contatti avuti dal minorenne prima dell’azione, per capire se qualcuno possa averlo spinto verso questo gesto. In questo ambito verrà analizzato anche il profilo social del ragazzo, seguito da appena quattro contatti, che aveva attivato una diretta social prima di aggredire l’insegnante.

Ascoltati docenti e compagni di classe

Nel frattempo, i carabinieri hanno sentito come persone informate sui fatti altri insegnanti dell’istituto e alcuni compagni di classe del tredicenne, nel tentativo di ricostruire con maggiore precisione il contesto e quanto possa aver preceduto l’aggressione.

Aperta un’istruttoria al Tribunale dei Minori

Il Tribunale per i Minorenni di Roma ha aperto un’istruttoria sul caso. Avendo meno di 14 anni, il ragazzo non è imputabile, e nei suoi confronti non potrà quindi essere avviato alcun procedimento penale. I giudici stanno tuttavia valutando l’apertura di una procedura civile finalizzata all’adozione di misure rieducative, che possono spaziare dall’affido ai servizi sociali fino all’eventuale collocamento temporaneo in una comunità educativa.

Il ruolo dei servizi sociali

Gli accertamenti sul contesto familiare e personale del minore sono stati affidati, oltre che ai carabinieri, ai servizi sociali del Municipio, chiamati a fornire un quadro più completo della situazione in cui il ragazzo è cresciuto.

Il monito della psicoterapeuta

Sul caso è intervenuta anche una psicoterapeuta, secondo cui episodi come questo andrebbero affrontati parlandone a scuola e in famiglia, trattandosi spesso di emozioni che non hanno trovato altro linguaggio per esprimersi. La specialista ha inoltre invitato a superare il pregiudizio secondo cui parlarne pubblicamente possa incentivare episodi simili, sostenendo che, al contrario, il silenzio rischi di essere più dannoso.

Fonte: Ansa, Il Giornale, con ricostruzione di Giulia Bernardini

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