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Abusata a 12 anni in famiglia, “la madre segnava sul calendario i giorni delle violenze”

Abusata a 12 anni in famiglia – La Spezia, 19 giugno 2020. Dettagli raccapriccianti sono venuti fuori in sede processuale in un caso di abusi sessuali in Liguria, nello specifico a Lavagna, risalente ad alcuni anni fa. Particolari choc che fanno venire i brividi anche solo a parlarne. Secondo quanto riportato da ‘Fanpage’ la madre della vittima, una ragazzina di soli dodici anni, compilava un calendario in cui riportava i giorni in cui la figlia doveva subire gli stupri. Per la donna è stata stabilita una pena di dieci anni di reclusione; stessa condanna per il compagno della donna, un quarantenne che per un periodo avrebbe violentato la 12enne. Soltanto 4 anni, invece, per il padre naturale della minorenne. La ragazzina aveva provato a cercare protezione in casa dell’uomo, che a sua volta però aveva abusato di lei. Oltre ad una provvisionale da 150 mila euro (l’intero risarcimento sarà oggetto di un processo civile).

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Abusata a 12 anni in famiglia, “la madre segnava sul calendario i giorni delle violenze”

Orrore senza fine. Una storia agghiacciante, che ha avuto inizio circa sette anni fa, quando la ragazzina era appena dodicenne. Gli abusi sarebbero andati avanti fino al compimento del diciottesimo anno di vita. Poi il coraggio di denunciare le violenze subite in un ospedale di Lavagna: «Vivevo con mamma e il suo fidanzato, nello Spezzino, avevo 12 anni quando il mio patrigno ha iniziato ad abusare di me». Una confessione choc che ha fatto scattare immediatamente le indagini: sono seguite le dichiarazioni del patrigno. La sentenza è stata emessa ieri, giovedì 18 giugno 2020, dal giudice per le indagini preliminari Fabrizio Garofalo. I tre imputati, che hanno chiesto il processo con rito abbreviato con la speranza di avere lo sconto di un terzo della pena, sono stati arrestati circa un anno fa. Tuttavia, come spiega ‘Fanpage’, oggi sono liberi in attesa che la sentenza venga confermata pure in secondo e terzo grado.

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Oggi i tre sono liberi in attesa che la sentenza venga confermata pure in secondo e terzo grado

Un provvedimento quello di Fabrizio Garofalo, che cerca di fare ordine in una vicenda di degrado sociale e violenza, forse senza precedenti, iniziata in Val di Vara e continuata nella Riviera di Levante. In un primo momento il caso era stato affidato alla Procura di Genova che diede ordine ai Carabinieri di Lavagna di eseguire tre provvedimenti di custodia cautelare in carcere. Oggi però, come dicevamo, i tre sono in libertà. Madre, patrigno e padre torneranno dietro le sbarre soltanto se la sentenza emessa ieri dal giudice sarà confermata anche in secondo e terzo grado. leggi anche —> Woody Allen: «Insensato credere che avessi potuto abusare di mia figlia di 7 anni»

(Foto di repertorio)

 

 

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