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Afghanistan, talebani: «Il nuovo governo sarà islamico», negoziati in corso con la Gran Bretagna

Il nuovo esecutivo dei talebani in Afghanistan oggi «senza alcun dubbio, sarà un governo islamico. Qualunque sia la combinazione, che sia islamico è garantito». Così il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, in un’intervista concessa alla Cgtn. Gli estremisti, come riferisce la Cnn, starebbero mettendo a punto  per il paese un modello come quello della Repubblica islamica dell’Iran. Secondo le fonti di Rai News Hibatullah Akhundzada sarà riconosciuto come il leader  supremo dell’Afghanistan. Si tratta dell’uomo alla guida dei talebani dal 2016, di cui non si conosce l’ubicazione. Lavorerà principalmente da Kandahar, stando alla Cnn.

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Afghanistan oggi, talebani: «Il nuovo governo sarà islamico», negoziati in corso con la Gran Bretagna

Intanto sono iniziati in Qatar i colloqui fra la Gran Bretagna e i talebani pensati almeno nelle intenzioni del governo di Boris Johnson per cercare di assicurare un corridoio di uscita dall’Afghanistan a cittadini inglesi e afghani rimasti indietro dopo il ritiro militare degli Usa. «Il rappresentante speciale del primo ministro per la transizione afghana, Simon Grass, è a Doha e sta incontrando alti rappresentanti talebani per sottolineare l’importanza di un passaggio sicuro dall’Afghanistan ai cittadini britannici e a quegli afghani che hanno lavorato con noi negli ultimi 20 anni», ha dichiarato Downing Street. Intanto a Bruxelles si è tenuto il Consiglio straordinario dei ministri degli Interni. Domani sera, invece, l’incontro bilaterale tra il presidente del Consiglio Mario Draghi e il premier francese Macron a Marsiglia, in vista del G20 straordinario sulla crisi.

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Borrell: «La presa di Kabul deve servire da campanello d’allarme per chiunque abbia a cuore l’Alleanza Atlantica»

«La presa del potere da parte dei talebani in Afghanistan è, prima di tutto, una tragedia per gli afghani», ma pure «un duro colpo per l’Occidente» che deve «servire da campanello d’allarme per chiunque abbia a cuore l’Alleanza Atlantica». Queste le parole dell’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell, in un intervento pubblicato sul “New York Times”. Europa e Usa «sono stati uniti come mai prima in Afghanistan», ha spiegato Borrell, che invita a riflettere sugli eventi a Kabul per approfondire l’alleanza dell’Ue con gli Usa. «Cina, Russia e Iran avranno maggiore influenza nella regione, mentre Pakistan, India, Turchia e monarchie del Golfo si riposizionano. Non possiamo lasciare che siano gli unici interlocutori con l’Afghanistan dopo il ritiro occidentale. L’Europa, insieme agli Stati Uniti, deve riformulare il proprio impegno. Non da ultimo con gli stessi talebani», le parole di Josep Borrell. E ancora: «Dopo non essere riusciti a impedire la loro presa del Paese, ora dovremo occuparci di loro, soppesando attentamente le nostre opzioni e lavorando per un approccio internazionale coordinato. Ciò deve essere soggetto, ovviamente, a condizioni chiare sul loro comportamento, in particolare al rispetto dei diritti umani». Leggi anche l’articolo —> Afghanistan, l’allarme dell’Unicef: “10 milioni di bambini hanno bisogno di assistenza”

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