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Alessandro Preziosi cambia pelle: debutto alla regia con “La legge del terremoto”

È la prima volta per lui, un debutto che il pubblico attende con impazienza. Alessandro Preziosi cambia pelle e si dedica alla regia. Il battesimo dietro la macchina da presa avviene al Giffoni Film Festival (21-31 luglio), dove l’attore ha appena presentato La legge del terremoto, un docufilm sul sisma in Irpinia del 1980 che include testimonianze e interviste di personaggi noti come Vittorio Sgarbi e Pierluigi Bersani. Tra i piani futuri c’è una commedia romantica con Claudia Pandolfi e il film Bla Bla Baby di Fausto Brizzi. La carriera procede a vele spiegate…

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Alessandro preziosi età

Alessandro Preziosi età giusta per cambiare pelle: il debutto alla regia

«Vivo nella speranza e non posso credere che dopo quello che abbiamo vissuto non accadrà qualcosa di buono. Bisognerebbe inventare una nuova politica associativa fatta dai ragazzi, sarebbe sicuramente migliore di quella rocambolesca che ci raccontano», ha detto a “Leggo” Alessandro Preziosi, parlando della pandemia che ha cambiato radicalmente le nostre abitudini. Qualche parola poi su uno dei settori più colpiti dall’emergenza Covid, il teatro: «La ripresa vera si avrà solo in futuro perché è un settore che necessita di programmazione. Sarà difficile riuscire a portare la gente a teatro e questa dovrà essere la sfida di ogni artista. Il Covid ha creato un cortocircuito, ma mi aspetto che con l’unione di tutte le forze, la piattaforma Italia potrà rinascere», ha affermato.

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«La sofferenza è uno strumento di indagine e di conoscenza di noi stessi molto potente»

Il suo debutto dietro la macchina da presa è con ‘La legge del terremoto’. Preziosi ha parlato nell’intervista però anche dei cosiddetti “terremoti emotivi”: «Per natura io mi sento un terremotato. Ci sono eventi che ti cambiano per sempre, come la nascita di un figlio o l’andare a vivere da soli. E sono dei sisma anche le umiliazioni, ma in quel caso sono scosse positive se si riesce a trasformarle in stimolo». E ancora: «Le ferite si superano con la fede. (…) Per rimettersi in piedi dopo un trauma è fondamentale aprirsi alla grazia della vita, senza restare al centro del proprio dolore o della propria emozione nella posizione della vittima. La sofferenza è uno strumento di indagine e di conoscenza di noi stessi molto potente». L’attore ha ricordato infine com’era da bambino: «Da piccolo ero un Giamburrasca e mi divertivo a intrattenere i miei amici e gli amici dei miei genitori con monologhi e spezzoni di film. Ero un citazionista. Credo che abbia influito molto l’educazione al bello che mi ha trasmesso la mia famiglia, l’opera, la commedia di Eduardo De Filippo, le prime mostre d’arte viste da bambino. Un interesse al tempo stesso effimero e profondo che rappresenta molto lo spirito di Napoli». Leggi anche l’articolo —> Alessandro Preziosi età, altezza, vita privata: tutto sull’attore italiano

 

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