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Alto Adige riapre sfruttando l’autonomia: «Dopo che Roma non ha ascoltato le richieste…»

L’Alto Adige dice stop alla chiusura delle attività e riapre sfruttando lo Statuto di autonomia: entra dunque nel vivo la fase 2 con la ripartenza di negozi, parrucchieri, bar, ristoranti e musei. È stata approvata nella notte dal Consiglio provinciale di Bolzano la legge che accelera la riapertura nel territorio: già da domani, sabato 9 maggio, potranno dunque alzare la saracinesca i negozi, mentre parrucchieri, bar, ristoranti e musei avranno il via libera da lunedì. “Dopo che Roma per settimane non ha ascoltato le richieste per una differenziazione regionale delle misure abbiamo deciso di intraprendere il nostro percorso legislativo autonomo. – queste le parole del governatore Arno Kompatscher – La Provincia vuole affrontare questa fase all’insegna dell’applicazione della sua autonomia”.

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Alto Adige riapre: assistenza all’infanzia e consulenza didattica dal 18 maggio, dal 25 strutture ricettive

Non solo ripresa delle attività economiche ma anche delle relazioni sociali. L’Alto Adige riapre i servizi di assistenza all’infanzia a partire dal 18 maggio con gruppi ridotti che prevedono un massimo di quattro bambini negli asili e sei alle elementari, per mezza giornata senza vitto. Un massimo di sei maturandi per gruppo potrà ricevere invece consulenza didattica nelle scuole superiori mantenendo una distanza di almeno due metri. A partire dal 25 maggio, poi, riapriranno anche le strutture ricettive e gli impianti a fune. Sarà istituita una commissione di esperti volta a monitorare la curva dei contagi e proporre provvedimenti qualora i dati dovessero risultare negativi. Contemplata anche la sospensione delle attività riaperte.

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Misure valide per ambiti di competenza provinciale

Le misure adottate riguardano gli ambiti di competenza della Provincia, ma per quanto riguarda gli spostamenti verso il resto del Paese, le lezioni scolastiche e universitarie e le manifestazioni sportive continuano a vigere le normative nazionali. Liberi gli spostamenti nel territorio provinciale e in quello trentino, consentiti solo per motivi di lavoro, salute o urgenza – come da normativa statale – quelli verso le altre regioni. Sarà possibile, qualora Austria e Svizzera lo consentiranno, varcare i rispettivi confini.

“La crisi – ha sottolineato il governatore Kompatscher – è stata una grande sfida per tante categorie, dalle famiglie alle imprese, e le prossime settimane saranno comunque difficili. La legge forse delude alcune aspettative, ma è stato giusto proseguire insieme su questa strada. Al centro mettiamo la sicurezza e il senso di comunità. Questa fase e la ripartenza possono avere luogo solo se tutti si attengono alle regole. Confidiamo pertanto nell’autodisciplina e nel senso di responsabilità dei cittadini”. >> Coronavirus, i numeri di oggi: -1.904 positivi, malati sotto quota 90mila

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