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Anticorpi monoclonali, l’imprenditore che li produce: «Se faccio uscire una fiala mi arrestano»

Anticorpi monoclonali. Su “Il Fatto Quotidiano” l’intervista ad Aldo Braca, il titolare della Bsp Pharmaceuticals dove si produce l’anticorpale della Eli Lilly che finisce in tutto il mondo tranne che nel nostro paese, dove non è autorizzato. “I ritardi sui vaccini aumentano la richiesta globale, l’Italia si muova ora o rischia che l’intera produzione venga opzionata”, ha sottolineato l’imprenditore.

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Aldo braca

Anticorpi monoclonali, l’imprenditore che li produce: «Se faccio uscire una fiala mi arrestano»

«Anche io ho dei parenti che si son presi il Covid sa? Ma ho anche mille dipendenti che controllo tutte le mattine e tanti si sono ammalati fuori di qui, rischiando la vita. Dal mio impianto esce il farmaco che può guarirli subito. Sa che mi succede se lo porto fuori da questo cancello? Succede che mi arrestano, perché in Italia non è autorizzato», ha spiegato Aldo Braca a “Il Fatto Quotidiano”. L’Aifa non ha autorizzato infatti gli anticorpi monoclonali della Eli Lilly. Gli ultimi studi pubblicati confermano una riduzione del rischio di morte del 70%. Nonostante questo le fiale da Latina vanno in Francia per l’etichettatura, infine negli ospedali di Stati Uniti, Canada, Israele, Germania, Inghilterra e Ungheria. Non nei nosocomi italiani. «Non ci dormo la notte, da quando ho iniziato a mandare via il prodotto. Mi fa incazzare non una, ma dieci volte», ha rimarcato il titolare della Bsp Pharmaceuticals. All’imprenditore non era parso solo un affare, quando ha contratto l’obbligazione con la multinazionale di Indianapolis per 100mila dosi di Bamlanivimab al mese. «Era settembre gli ospedali stavano esplodendo di nuovo. Ho subito chiesto alla Lilly “ma in Italia il prodotto ci sarà vero?”, e loro mi hanno risposto “certamente lo offriremo, poi è il ministero che decide ma noi lo proporremo», ha detto Braca.

anticorpi monoclonali

Un eccesso di prudenza?

Un eccesso di prudenza? L’Agenzia del Farmaco, che dal ministero dipende, non ha autorizzato la sperimentazione, neppure quando le fiale erano state offerte gratuitamente su iniziativa del virologo Guido Silvestri. Da Atlanta l’esperto chiede che si faccia chiarezza su chi ha la responsabilità del ritardo nell’accesso alla terapia. Una cura che avrebbe potuto salvare molte vite. «Coi vaccini ritardano sale la domanda globale di anticorpi. Ho ancora capacità produttiva ma dopo Trump l’amministrazione Biden ha subito opzionato altri due milioni di dosi, ora la Germania. Lilly ha messo un booking molto alto, sma se non ci muoviamo presto l’intera produzione sarà opzionata», ha dichiarato sempre Aldo Braca. “TgCom24” riporta la notizia di queste ore secondo cui l’Ema ha iniziato ad esaminare i dati sugli anticorpi monoclonali per il trattamento del Covid. La decisione “si basa sui risultati preliminari di uno studio che indica un effetto benefico del farmaco nel ridurre la quantità di virus nel sangue in pazienti non ospedalizzati con Covid-19”. Vedremo a cosa porterà tale “revisione”. Leggi anche l’articolo —> Vaccino Covid, “Arcuri non dice il vero”: perché il Parlamento non ha potuto discutere il piano

 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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