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Perché Antonello Venditti porta gli occhiali da sole? C’è un motivo preciso

Antonello Venditti occhiali da sole perché? Tra gli artisti più amati indubbiamente l’Antonello nazionale. La sua prima canzone, Sora Rosa, scritta a 14 anni, nel 1963, è un vero capolavoro. E tante perle ha regalato ai suoi affezionati fan: da Notte prima degli Esami a Sotto il segno dei Pesci, da Ricordati di me ad Alta Marea. E ancora Grazie Roma, Ogni volta, Amici Mai, Dalla pelle al cuore, per citarne alcuni. Nell’immaginario comune, Venditti si è reso riconoscibile anche grazie ad un dettaglio iconico. È praticamente impossibile vederlo senza occhiali da sole.

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Antonello Venditti

Perché Antonello Venditti porta sempre gli occhiali da sole?

Vedere Antonello Venditti senza occhiali da sole è un’assoluta rarità. Il cantante col tempo ne ha fatto un tratto distintivo. Non c’è foto né cover in cui lui non sfoggi gli occhiali da sole a goccia. In verità però si tratta anche di occhiali da vista. Per questo non può separarsene oggi. Ma da cosa deriva tale vezzo? La verità svelata in un’intervista a “Vanity Fair”: i suoi famosi occhiali a goccia hanno a che fare con una ragazza incontrata negli anni 70. «Aveva dei meravigliosi Rayban marroni… Mi raccontò che erano dello stesso modello che usavano i piloti dei bombardieri americani in Vietnam. Per fumare infilavano una sigaretta al centro della montatura perché il diametro era perfetto ed era stato studiato appositamente. Pensai: posso trasformare un simbolo di guerra per cantare la pace? Se li indosso io, forse, posso dare a questi occhiali un significato diverso. E così feci». Senza tradirli perché «una volta che una persona che si è sempre sentita inadeguata trova l’abito per sentirsi adeguato, quel vestito non lo cambierà mai… Mi metto le stesse cosa da 40 anni. Penso di somigliare a me stesso. I jeans, le giacche di pelle, le magliette. Nello stesso modo continuo a vedere il mondo attraverso i miei occhiali. Filtrano la realtà, mi restituiscono una chiave di lettura, sono i miei raggi X», aveva confessato l’artista.

Antonello Venditti

Da bambino vittima di bullismo

In quella stessa intervista a Malcom Pagani, Antonello Venditti ha parlato dei suoi problemi adolescenziali: «Da adolescente grasso, se parliamo di bullismo, non avevo niente da invidiare a nessuno. Ero tra quelli che sentivano le risatine al loro passaggio e se una ragazza mi sorrideva neanche ci credevo… Mi chiamavano “Cicciabomba”, pesavo quasi 100 chili». Non aiutava certo l’autostima il rapporto con la madre: «Sperava nei miei fallimenti, considerava le mie canzoni poco meno che spazzatura e a mio padre Vincenzo, convinta di non essere ascoltata, diceva di me: “Il ragazzo è cretino”… Era talmente poca la stima che avevo di me che mi attaccavo all’unico vizio che mi era concesso: il cibo». Leggi anche l’articolo —> Antonello Venditti rivela: «Mia madre sperava nei miei fallimenti, considerava le mie canzoni poco meno che spazzatura!»

 

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