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Assalto al Congresso Usa, spunta piano per un golpe: guai per Trump

L’assalto al Congresso non sarebbe stata una rivolta organizzata in fretta e furia sui social, ma un piano costruito nei minimi particolari. L’ipotesi di un golpe negli Stati Uniti che avrebbe portato al ritorno al potere del Tycoon Donald Trump sarebbe stato tutt’altro che improvvisato. Ad affermarlo l’ex capo dello staff della Casa Bianca Mark Meadows. Il piano, che consta di 38 pagine, è stato consegnato alla commissione che indaga sui fatti del 6 gennaio. L’uomo ha spiegato di averlo ricevuto per mail, ma non di averci mai fatto caso.

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Assalto al Congresso Usa, spunta piano per un golpe: guai per Trump

Vanno avanti le indagini sull’assalto del 6 gennaio scorso a Capitol Hill, a Washington. Nelle scorse ore è spuntato un piano dettagliato per la ripresa del potere da parte di Trump che girava proprio alla vigilia dell’attacco a Capitol Hill. Il piano è stato consegnato alla commissione del Congresso che indaga sui fatti dall’ex capo dello staff della Casa Bianca Mark Meadows, che ha asserito di averlo ricevuto via email, ma di non averci mai fatto nulla. Secondo il «New York Times», tra i primi a rilanciare la notizia, il documento era stato scritto o comunque fatto circolare da Phil Waldron, un ex colonnello dell’Esercito molto influente tra coloro che volevano contestare l’esito delle elezioni. Il 4 gennaio alcuni collaboratori di Waldron avevano illustrato il piano ad un gruppo di senatori; il 5 lo stesso file era stato distribuito a più persone. Il giorno successivo sappiamo tutti cosa è accaduto: l’assalto al Congresso, considerato uno dei templi della democrazia.

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Il documento di 38 pagine è nelle mani della Commissione che sta indagano sui fatti del 6 gennaio scorso

Nella documento ora nelle mani della commissione, come riportano il «New York Times» e il «Guardian», si raccomanda all’ex presidente di dichiarare subito lo stato di emergenza per questioni di sicurezza nazionale. Il Tycoon avrebbe dovuto ritardare la certificazione della vittoria dell’attuale presidente Joe Biden, fissata proprio per il giorno dell’Epifania. Ma Trump era davvero a conoscenza del piano? Conosceva ogni dettaglio? Come scrive Paolo Mastrolilli, corrispondente Usa per «Repubblica», “magari Trump non aveva mai preso sul serio questa ipotesi, ma aveva incitato i manifestanti. E il piano ‘Election Fraud, Foreign Interference & Options for 6 Jan’ dimostra quanto la democrazia americana sia arrivata vicina al punto di non ritorno”. Leggi anche l’articolo —> “Bell’affare”. Corsa al Quirinale, ecco lo scenario peggiore per l’Italia (e Draghi)

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