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Covid, Bella (Confcommercio): “300mila imprese a rischio chiusura”

Aziende crisi Covid. “300mila imprese a rischio chiusura in Italia, più 150mila liberi professionisti. Mi proeccupa che il governo voglia chiudere tutto sulla base di fotografie e reportage giornalistici. Liquidità nei conti correnti c’è e potrebbe essere spesa. Cashback? Non credo che possa costituire un importante stimolo ai consumi”. Così Mariano Bella, responsabile del Centro studi di Confcommercio, in diretta su Radio Cusano Campus.

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Aziende crisi Covid

“300mila imprese a rischio, non basare nuove restrizioni su reportage giornalistici”

Sulle attività a rischio chiusura definitiva, il responsabile del Centro studi di Confcommercio fa numeri drammatici ma realistici, fatti anche da altre associazione datoriali. “Riteniamo che in Italia tra 200 e 300mila imprese costituiranno il perimetro di riduzione netta del tessuto produttivo, a cui dovremo poi aggiungere 150mila tra liberi professionisti, ordinistici e non ordinistici”, afferma.

Inevitabile anche una domanda sullo shopping natalizio e nuove restrizioni: un’ulteriore stretta sarebbe un altro duro colpo alle attività commerciali già fortemente provate dalla crisi. “La cosa che mi preoccupa di più è che ieri sera sono andato al letto pensando che il giallo è il colore della libertà, mentre stamattina ho letto i giornali e c’era scritto Natale tutto rosso”.

“Mi pare di aver capito –  aggiunge Bella – che questo cambio di sentiment nelle nostre istituzioni sia dovuto non ad un algoritmo basato su dati empirici che eventualmente segnalava l’aumento dei contagi, ma sia basato su alcune fotografie e alcuni reportage giornalistici. Questo non mi dà alcuna tranquillità. Per quanto riguarda i consumi di dicembre, c’è da dire che nei primi 6 mesi del 2020 abbiamo avuto un aumento del risparmio forzoso. Liquidità nei conti correnti c’è e potrebbe essere spesa. Se il covid ci lasciasse un po’ di libertà e con la complicità del governo, potremmo avere delle belle sorprese da qui alla fine dell’anno. Ma mi pare che l’orientamento non sia questo”.

Aziende crisi Covid: “Cashback non può essere un importante stimolo ai consumi”

Sul cashback Bella è scettico. “Non credo affatto che possa costituire un importante stimolo ai consumi. Se avesse costituito uno stimolo per quei consumatori che si sono assembrati, ci sarebbe una forte contraddizione da parte del governo che da una parte dice andate nei negozi fisici a fare shopping e dall’altra dice non ci andate. Lo stanziamento di 1,7 miliardi è insufficiente. Il governo sta incentivando l’uso delle carte di credito nel momento più sbagliato per il nostro Paese e con risorse insufficienti. Il cashback non l’ha chiesto Confcommercio, se il governo si pone un obiettivo deve mettere gli strumenti adeguati in campo per raggiungere l’obiettivo. Secondo me non è corretto immaginare che un mondo totalmente privo di contanti in cui tutte le transazioni sono tracciabili sarà un mondo senza evasione fiscale, qualcuno che fa gli incroci deve comunque esserci”. >> Le notizie di economia

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