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Badanti scomparsi a Siracusa trovati i resti, come si è arrivati alla svolta: intervista all’avvocato Scrofani

Badanti scomparsi a Siracusa, la svolta nelle indagini è arrivata nel pomeriggio di ieri, 17 febbraio 2021. Dopo sette lunghi ed estenuanti anni, le famiglie di Luigi Cerreto e Alessandro Sabatino hanno avuto la terribile conferma che i loro congiunti non sono più in vita.

Sebbene ancora non ve ne sia prova scientifica, i resti rinvenuti ieri nell’abitazione dove i due ragazzi davano assistenza ad un anziano apparterrebbero proprio a loro. Che la svolta investigativa fosse imminente si era intuito, dopo che tre giorni fa inquirenti e polizia scientifica erano stati visti operare nei pressi del luogo del ritrovamento. Un via vai concitato di forze dell’ordine che aveva riacceso le speranze dei familiari di poter fare chiarezza sulla sparizione dei due ragazzi.

Arrestato nella notte il datore di lavoro di Luigi ed Alessandro

Nel cuore della notte è stato tratto in arresto il 50enne Giampaolo Riccioli, l’uomo che aveva assunto le vittime perché accudissero il suo anziano padre. Dopo avere assistito martedì agli scavi nella villetta adiacente alla sua, ieri si era reso irreperibile. L’uomo è stato rintracciato in una località balneare nella zona di Pachino, a una cinquantina di km da Siracusa, dalla Squadra mobile di Siracusa. L’accusa per lui è di duplice omicidio e occultamento di cadavere.

Alessandro Sabatino, 40 anni, e Luigi Cerreto, 23, casertani, lavoravano nella villa di Riccioli come badanti del padre. Nella residenza di Tivoli, a pochi km da Siracusa, ieri la polizia ha trovato resti ossei che saranno a breve analizzati. I due badanti erano scomparsi nel nulla il 12 maggio 2014. Avevano avuto diversi screzi con Riccioli, da loro accusato di maltrattare l’anziano padre, privato addirittura dei medicinali di cui aveva bisogno.

La svolta investigativa dopo 7 anni

Dopo che per la seconda volta le famiglie si sono opposte alla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura di Siracusa, lo scorso ottobre la Procura Generale della Repubblica di Catania ha avocato a sé l’indagine. Alla tanto attesa svolta si è giunti soprattutto grazie alle famiglie di Luigi Cerreto e Alessandro Sabatino che non si sono mai arrese. Supportate e rappresentate dall’avvocato Daniele Scrofani, hanno sempre insistito fortemente perché si continuassero a cercare i corpi dei due ragazzi scomparsi. Anche quando tutto sembrava perduto e la Procura voleva chiudere le indagini senza esito.

L’intervista di UrbanPost all’avvocato Daniele Scrofani

Era stato proprio l’avvocato Scrofani ad indicare alla magistratura inquirente una mappa dei pozzi artesiani dove poter cercare i corpi. Oggi lo abbiamo nuovamente interpellato per avere da lui delucidazioni precise in merito alla svolta delle scorse ore:

Avvocato, grazie alla sua tenacia un nuovo input investigativo ha portato alla svolta

«Ci fu la seconda richiesta di archiviazione, cui noi ci siamo opposti, e a quel punto la Procura di Catania ha avocato l’indagine. Noi ci siamo opposti adducendo una serie di motivazioni che poi sono quelle che hanno portato alla svolta, sì. Avevamo lamentato nella opposizione che non era stato utilizzato il georadar, strumento utile per la ricerca di corpi in profondità. E ieri è stato utilizzato con successo, ecco. Siamo veramente soddisfatti. Sapevamo che in questi mesi, a seguito dell’avocazione, erano in corso nuovi accertamenti, sì.».

«Lo spunto investigativo che abbiamo dato voleva proprio che si cercasse nei pozzi artesiani prossimi alla zona della scomparsa. Comunque i resti si trovavano sotto terra, a un metro e mezza circa di profondità, all’interno della proprietà in cui Luigi e Alessandro lavoravano. Localizzati grazie al georadar in fondo ad una sorta di pozzo.».

In quella villetta si era già indagato, ma senza esito

Dopo anni gli inquirenti sono tornati in quella casa ed hanno cercato nuovamente i corpi. «E lo hanno fatto in un modo più deciso di quanto fatto in passato. I resti di questi poveri ragazzi erano lì, nella abitazione in cui lavoravano. Non sono mai usciti da lì.».

«Siamo in un’area di campagna, a circa 15 km da Siracusa. La villa consta di un grande giardino, e all’epoca delle prime indagini gli inquirenti avevano cercato nella piscina ma senza svuotarla. I resti sono stati trovati assieme. Si ipotizza che i corpi dei due ragazzi siano stati avvolti da un lenzuolo poi coperto da un telone.». Potrebbe interessarti anche —> Badanti scomparsi a Siracusa, l’avvocato Scrofani a UrbanPost: «Si cerchino i corpi nei pozzi artesiani»

 

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Written by Michela Becciu

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