in

Bassetti sul super Green Pass: “Mi auguro non sarà la solita cosa all’italiana”

“Questa è una misura che serve per non andare in zona gialla. Deve essere rigoroso, mi auguro che non venga fatta la solita cosa all’italiana“. Così il professore Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all’Ospedale San Martino di Genova, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus. Oltre al Super Green Pass, Bassetti ha parlato anche della terza dose, una questione che sta facendo molto discutere.

Bassetti

Bassetti Super Green Pass: “Sono stato il primo a definirlo così”

“In Italia, ma non solo, abbiamo ormai invertito ogni tipo di ordine normale. Di vaccini e di benefici dei vaccini parlano insegnanti, giuristi, politici e giornalisti, i medici che ne parlano vengono considerati come il diavolo. Ormai la tv è diventata la pubblicità negativa dei non effetti dei vaccini, bisogna dire grazie all’87% degli italiani che ha avuto l’intelligenza di ascoltare i medici e vaccinarsi. I media hanno fatto un disastro di malinformazione, puntando ai like e all’audience anziché a dare informazioni per il bene pubblico”, ha dichiarato Bassetti in trasmissione.

“Mi auguro che il nuovo certificato verde sia molto rigoroso. Io sono stato il primo a chiamarlo super Green pass, in un’intervista a Porta a Porta. Mi auguro che non venga fatta la solita cosa all’italiana. O si introduce tout court, cioè tutti utilizzano il super Green pass da subito per andare al ristorante, al cinema, al teatro, oppure se lo si mette solo in zona gialla diventa una misura cosmetica e senza senso, tanto vale non prenderla. Questa è una misura che serve per non andare in zona gialla”, ha affermato rispetto al Super Green Pass prima di affrontare il tema della terza dose di vaccino anti covid. “La dose booster prende gli anticorpi che si sono andati a nascondere in qualche parte del nostro organismo e li riporta fuori. Se tu non fai il booster in alcune occasioni è come se non avessi fatto le prime due dosi. Questo deve essere molto chiaro. Noi sappiamo che dopo 6 mesi inizia, in alcuni più rapidamente in altri meno rapidamente, la caduta di questi anticorpi.

ARTICOLO | “Cartabianca”, Cacciari boccia “Super Green Pass” e attacca la “scienza ufficiale di regime”

ARTICOLO | Super Green Pass incostituzionale? Ricorsi, privacy e controlli: ecco i nodi da sciogliere

vaccini covid under 12

Bassetti: “Senza la terza dose in certi casi è come non aver fatto nemmeno le prime due”

“In Austria terza dose dopo 4 mesi? Si può anche anticipare di un mese, ma non bisogna esagerare, altrimenti finiamo per confondere la gente. Noi comunque ad oggi abbiamo fatto poco più di 4 milioni di terze dosi e sono poche perché gli anziani e i fragili nel nostro Paese sono 20 milioni. Prima di pensare alle terze dosi per i quarantenni dobbiamo accelerare per far fare le terze dosi ad anziani e fragili, anche contattandoli direttamente. Effetti avversi? Chi non ha avuto effetti collaterali gravi con le prime due dosi difficilmente li avrà con la terza dose. In alcuni casi si sono visti effetti come febbre, ma questo lo considero un effetto positivo perché significa che il vaccino sta funzionando”. Infine, ha rassicurato: “L’antinfluenzale e la terza dose possono anche essere fatti nella stessa giornata”. >> Tutte le notizie di UrbanPost

Seguici sul nostro canale Telegram

Autostrade, viabilità in tempo reale e ultime notizie sul traffico

raffaele sollecito rudy guede

Rudy Guede libero: perché Raffaele Sollecito è convinto della sua colpevolezza