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Quando scenderà il prezzo della benzina sotto i due euro? Il taglio delle accise è ipotesi lontana

Quando scenderà il prezzo della benzina e del gasolio? Ha preso il via quella che dovrebbe essere una lunga discesa dei costi internazionali di petrolio e carburanti. Ne ha risentito anche l’Italia: ieri molti benzinai hanno ribassato le cifre, anche si è ancora sopra la soglia tediosa dei 2 euro al litro. Il governo Draghi è al lavoro per varare già entro il fine settimana un pacchetto di interventi anti-crisi per calmierare ancora i costi di tutta l’energia. In sostanza l’esecutivo potrebbe seguire la medesima strada di Francia e Germania: si ridurrà il prezzo ai distributori di circa 15 centesimi il costo per litro. Secondo taluni anche meno, forse 10 centesimi. Una notizia che non ha rassicurato di molto i consumatori, ormai rassegnati ai fastidiosi rincari. Perché sanno gli Italiani che a salire i prezzi ci mettono un attimo: è la discesa che è lenta (e dolorosa).

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Quando scende il prezzo della benzina sotto i due euro? Il taglio delle accise è ipotesi lontana

Sul caro energia “il governo si sta muovendo” e “già nei prossimi giorni alcune misure potranno essere prese”, ha detto la sottosegretaria all’Economia Maria Cecilia Guerra (Leu) ai microfoni di Rai Radio1. L’esecutivo “si sta muovendo su due fronti: uno energetico e cioè luce e gas e un fronte carburante e quindi benzina e diesel con interventi di alleggerimento degli oneri su famiglie e imprese come il calmieramento delle bollette; dall’altro lato si sta cercando di capire come si può ridurre il prezzo di benzina e diesel e qui c’è un forte aspetto di natura fiscale visto che l’aumento dei prezzi del carburante produce un aumento di gettito che può essere utilizzato per ridurre i costi alla pompa”, ha assicurato la Guerra. Ma al di là del decreto, quando scenderemo sotto i 2 euro? Forse già nel week end secondo le previsioni. Stando a «Today» se lo sconto immediato andrà in porto, la benzina dovrebbe tornare sugli 1,9 euro al litro. Meno ottimista «Facile», che scrive che potrebbe anche succedere che i prezzi restino superiori ai 2,1 euro per tutto il mese di marzo. In tal caso si spenderà, mediamente, il 31% in più per i veicoli a diesel e il 25% in più per le auto a benzina.

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Le stime per il mese di marzo: lo scenario possibile

Secondo un’analisi di Facile.it, oggi il costo del diesel è più alto di circa il 60% rispetto a febbraio 2021, mentre l’aumento per un pieno di benzina è del 46%. Rialzi leggermente più contenuti, invece, se si allude al mese di dicembre: a marzo 2022 per fare un pieno si spende, in media, circa il 39% in più rispetto a dicembre 2021 per una vettura a gasolio e il 28% in più per la benzina. Aumenti che hanno delle ricadute consistenti nelle tasche degli Italiani. Intanto diversi Paesi europei avrebbero deciso di mettere mano alle accise, come ieri ha fatto il Belgio che le ha tagliate di 17,5 centesimi. Secondo i rumors anche il premier Mario Draghi ci starebbe facendo un pensierino, ma far calare le accise è meno semplice di quanto si creda. E il motivo è presto detto: le accise sui carburanti garantiscono un gettito costante sicuro e immediato per le casse dello stato. 24 miliardi solo nel 2021. Perché vada in porto una mossa del genere Draghi ha bisogno quindi innanzitutto del nuovo Def, atteso in consiglio dei ministri a fine marzo o inizio aprile. Prima di allora, il taglio delle accise è ipotesi lontana. Leggi anche l’articolo —> Rincari, la denuncia di Tabarelli: «Lo Stato incassa 4,5 miliardi di Iva dai carburanti»

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