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Berlino, all’Isola dei Musei oltre 70 capolavori imbrattati da un fanatico

Berlino, Isola dei Musei. Qui sono custoditi grandi capolavori dell’arte e reperti antichi ora violati e imbrattati da un fanatico. Il fatto risale al 3 ottobre, il giorno in cui si sono celebrati i 30 anni della Riunificazione tedesca. Fino ad ora il fatto era stato taciuto da musei e polizia; martedì sera, i giornali tedeschi Deutschlandfunk (DLF) e “Die Zeit” ne hanno dato notizia. La polizia sta svolgendo le indagini, e sospetta il coinvolgimento del complottista e negazionista Attila Hildmann.

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Berlino

Berlino e l’Isola dei Musei: quali sono le opere vandalizzate

L’Isola dei Musei di Berlino ospita ben cinque musei di fama mondiale. Da capolavori di scultura dell’antica greca, a reperti del mondo egizio, fino ai dipinti di arte rinascimentale e moderna, è stata dichiarata nel 1999 patrimonio dell’UNESCO. Sarcofagi egizi, sculture in pietra e dipinti del XIX secolo, che si trovano presso il Pergamonmuseum, il Neues Musem e la Alte Nationalgalerie, sono stati imbrattati indelebilmente con un composto oleoso. Sono più di 70 le opere dal valore inestimabile ad avere subito il grave danno.

attila hildmann

Berlino e le opere vandalizzate: le indagini

A Berlino la polizia indaga contattando tutte le persone che avevano prenotato biglietti d’ingresso ai musei per il 3 ottobre, data di riapertura degli stessi. L’inchiesta è inoltre indirizzata verso il noto antisemita e negazionista Attila Hildmann. Attila Hildmann, trentanovenne, chef vegano, era già noto per la sua adesione a teorie cospirazioniste che diffondeva tra i suoi fan di Telegram. Aveva più volte espresso le sue idee sostenendo che il Pergamonmuseum fosse un “centro dei satanisti globali e dei criminali del coronavirus”, e che l’altare di Baal che custodisce fosse in realtà il trono di Satana. La polizia segue ora questa pista, presumendo che Attila Hildmann abbia aizzato qualche fanatico. >> Doodle Google Anton Wilhelm Amo, chi era il celebre filosofo ghanese

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