in

Bitcoin, Litecoin e Dogecoin ecco le differenze tra le 3 criptovalute

In questi giorni si parla sempre di più di criptovalute, oggetto ormai di attenzione da parte anche dei più importanti media internazionali. Le criptovalute sono infatti passate dall’essere una parte oscura della finanza al ritrovarsi al centro della scena e del dibattito nell’ultimo anno. Nell’arco di 12 mesi, il valore del bitcoin è esploso dagli 8.166$ dell’8 marzo 2020 ai massimi storici di oltre $ 58.000 nel febbraio 2021 che a breve potrebbero essere di nuovo superati.

La rapida ascesa delle criptomonete è stata accompagnata da un crescente interesse istituzionale, anche da parte di grandi nomi come Goldman Sachs, BNY Mellon, JP Morgan e Paypal. Esistono centinaia di criptovalute in tutto il mondo, ma 20 di queste costituiscono circa il 99% del volume di mercato. Tra queste, il Litecoin e il Dogecoin.

Cos’è una criptovaluta?

Una criptovaluta è una valuta digitale o virtuale protetta dalla crittografia, il che rende quasi impossibile la contraffazione o la doppia spesa. Molte criptovalute sono reti decentralizzate basate sulla tecnologia blockchain, un registro distribuito applicato da una rete eterogenea di computer. Una caratteristica distintiva delle criptovalute è che generalmente non sono emesse da alcuna autorità centrale, rendendole teoricamente immuni alle interferenze o alla manipolazione dei governi.

Puoi utilizzare le criptovalute per effettuare acquisti, ma non costituiscono ancora una forma di pagamento universalmente accettata, visto che sono ancora relativamente pochi i negozi, anche online, che le accettano.Tuttavia, questo potrebbe cambiare nel prossimo futuro. Il gigante dei pagamenti PayPal, ad esempio, ha recentemente annunciato il lancio di un nuovo servizio che consentirà ai clienti di acquistare, detenere e vendere criptovaluta dai propri conti PayPal.

Bitcoin, la madre di tutte le criptovalute

Il Bitcoin è stata la prima criptovaluta, e i suoi principi fondanti sono stati enunciati da Satoshi Nakamoto in un documento del 2008 intitolato “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System”. Nakamoto ha descritto il progetto come “un sistema di pagamento elettronico basato su prove crittografiche invece che sulla fiducia”.

La prova crittografica si presenta sotto forma di transazioni che vengono verificate e registrate, come si è detto, nella rete denominata blockchain. Una blockchain è una sorta di libro mastro elettronico aperto che registra le transazioni nel codice. Le transazioni vengono registrate in “blocchi” che vengono poi collegati tra loro in una “catena” di precedenti transazioni di criptovaluta.

Il Litecoin, “l’argento digitale”

Il Litecoin è stato creato da Charlie Lee nell’ottobre 2011. Da quella data, l’asset è stato costantemente tra le prime 10 maggiori criptovalute per capitalizzazione di mercato. Il Litecoin è stata una delle primissime altcoin sul mercato. Mentre molte altcoin del periodo 2011-2013 sono ormai scomparse, il Litecoin è rimasto sul mercato grazie ad alcune modifiche rispetto al Bitcoin, piccole ma comunque utili e ben ponderate.

Il Litecoin è vicino al Bitcoin per molte funzionalità, ma presenta alcune differenze fondamentali. Tra queste:

  • Una “prova di lavoro” che utilizza la funzione hash scrypt anziché SHA-256.
  • Creazione di blocchi quattro volte più veloce con un intervallo medio di 2,5 minuti invece di 10 minuti.
  • Un aumento di quattro volte del numero totale di unità, da 21 milioni a 84 milioni.
  • Una difficoltà di mining che cambia ogni due giorni e mezzo invece che ogni due settimane.

Il Dogecoin, uno scherzo diventato realtà

Il Dogecoin (DOGE) è una criptovaluta open source e peer-to-peer. È considerato un altcoin e una moneta meme quasi sarcastica. Lanciato nel dicembre 2013, Dogecoin ha l’immagine di un cane Shiba Inu come logo. Sebbene sia stato creato apparentemente come uno scherzo, la blockchain di Dogecoin presenta comunque caratteristiche interessanti. La sua tecnologia di base è derivata da Litecoin. Due caratteristiche significative di Dogecoin sono il suo prezzo basso e l’offerta illimitata.

Il Dogecoin è conosciuto anche per essere stato definito su Twitter Elon Musk, patron di Tesla, la sua “criptovaluta preferita”. L’hype alimentato dai numerosi meme suli Dogecoin, a un certo punto lo ha spinto nella top ten delle criptovalute più preziose, spingendo alla fine al riconoscimento ufficiale, anche da parte dei maggiori siti di scambio, di quello che era partito come un semplice scherzo

Conclusioni

La crescente attenzione nei confronti delle criptovalute anche da parte di banche e organismi internazionali che inizialmente avevano mostrato enorme diffidenza nei confronti di esse, ha favorito una crescita del valore delle stesse che al momento non sembra arrestarsi. Gli analisti si interrogano al momento, con risposte contrastanti, su quale possa essere il picco massimo di questa ascesa, a cominciare da quella Bitcoin, prima di un ridimensionamento. Ciò che è certo è che si tratta di un fenomeno col quale ormai tutte le istituzioni finanziari, anche quelle tradizionalmente più ostili, devono fare i conti.

Denise Pipitone, i contatti fra Anna Corona e Peppe Della Chiave: importanti documenti al vaglio

Ilva Taranto

Taranto, 20 anni di carcere per i proprietari dell’ex Ilva, 3 anni e mezzo per Nichi Vendola