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Letta vuole nominare delle donne come capigruppo: alla Camera c’è l’intesa, in Senato no

Un primo passo è stato fatto: il PD ha trovato l’intesa per il nuovo capogruppo alla Camera. O meglio, per la nuova capogruppo. Ora bisogna capire quello che succederà in Senato: l’incontro tra il segretario Letta e i senatori dem è iniziato circa un’ora fa, ma probabilmente sarà più duro di quello avvenuto a Montecitorio. L’attuale capogruppo Andrea Marucci, infatti, a differenza di Graziano Delrio, non sembra essere disposto a lasciare il suo posto. Nonostante questo, però, Letta pare essere comunque fiducioso: “Tra pisani e lucchesi si trova sempre un’intesa”, ha infatti commentato al termine del colloquio con il senatore.

Capogruppo PD, Delrio è pronto a dimettersi

L’attuale capogruppo del PD alla Camera Graziano Delrio si è già detto pronto a presentare le sue dimissioni per favorire il progetto del neo segretario Enrico Letta. “Bene coi deputati PD e un grande grazie a Graziano Delrio per il suo gesto di disponibilità. Grazie per aiutare me e il gruppo a trovare la soluzione. In un partito come il nostro la comunità viene avanti rispetto ai singoli. Nei prossimi giorni il voto su una donna capogruppo”, ha dichiarato Letta. Ancora, però, non si sa chi saranno le candidate: il voto arriverà fra qualche giorno, così come le proposte. “Il mio ringraziamento a Graziano non è formale, ma sostanziale. Un dirigente politico si comporta così nel bene della comunità. Siamo qui perché abbiamo una responsabilità, verso il partito e il Paese. Da Graziano viene un esempio di dignità e di attaccamento alla nostra comunità”, ha aggiunto poi il segretario.

“Sono disponibilissimo ad accompagnare, a fare questo lavoro di istruttoria e di aiuto alla soluzione, per una competizione sana”, ha sottolineato Delrio dopo aver ricevuto l’incarico di “individuazione delle soluzioni per poi arrivare a votare nell’arco di pochi giorni”.

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Pd capogruppo, Marcucci non vuole dimettersi

Non sembra essere della stessa opinione il capogruppo del PD al Senato Andrea Marcucci. Il senatore, infatti, ha inviato una lettera al segretario Letta chiedendogli di lasciare maggiore autonomia decisionale al gruppo di Palazzo Madama. “Si dice che chi ha il compito di prendere delle decisioni si senta spesso solo. Io devo essere un uomo particolarmente fortunato, perché in questi tre anni ne ho prese tante ma non mi sono mai sentito solo, non l’ho mai fatto da solo. E anche questa scelta, che tu ci chiedi, la faremo come le altre, tutti insieme, rivendicando la nostra autonomia, rispettando le regole ed accogliendo tutti i consigli ma rigettando anche le imposizioni strumentali”, si legge nel testo. “Voglio dire, caro segretario, che in questo gruppo parlamentare crediamo che la questione dell’alternanza di genere sia fondamentale per il nostro partito.

Crediamo anche che oltre gli atti simbolici, che pur a volte sono necessari, serva allargare il campo alle prossime elezioni amministrative, si vota in 8 importanti città, ai tanti luoghi dove un Pd declinato troppo al maschile, esercita funzioni di governo, e non ultimo nella cariche apicali del partito, dove per troppi anni le donne non sono state protagoniste. Credo che sia giusto scriverti queste poche righe prima che tu partecipi all’Assemblea del nostro Gruppo perché certe cose rischiano poi di perdersi o di rimanere soffocate nel vociare del dibattito sui giornali, sui social. Certe cose che magari sono piccole, dettagli, cronaca, ma che noi, per le persone che ti troverai davanti tra qualche ora, sono importanti, sono la storia vissuta di questi tre anni. Tre anni che ne valgono molti di più, credimi“, continua la lettera di Marcucci.

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Capogruppo PD, i nomi in corsa

Sebbene ancora non ci sia alcuna certezza, alcuni nomi sono circolati tra i corridoi. Si parla di Debora Serracchiani, di Alessia Rotta, di Paola De Micheli e di Marianna Madia. Molto, però, dipenderà da chi guiderà il gruppo al Senato, se resterà una esponente di Base riformista come è adesso oppure no. Nel caso, tra le più quotate sembrano esserci Simona Malpezzi e Caterina Bini. Se così dovesse essere, per Montecitorio bisognerà pensare da qualche altra ala del Partito Democratico. Al momento, però, nessuno sembra azzardarsi a fare previsioni, almeno finché la riunione non sarà conclusa. Quello che sembra essere certo è che la scelta dei capogruppo del PD, però, cadrà sulle donne. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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