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Caro benzina, perché ora è davvero un’emergenza: ci attende un novembre da incubo

Caro benzina perché? Un’emergenza davvero. Non si arresta purtroppo l’ondata di rincari nel settore dei carburanti. I prezzi sono alle stelle e le nuove rilevazioni Mise, diffuse poco fa, condivise dall’Adkronos, fissano a 1.749 euro al litro il costo medio della benzina. E il gasolio che raggiunge quota 1.613 euro/litro. Una crescita, stando ad Assoutenti, che rischia di determinare una «gelata» sui consumi di Natale. Anche in occasione del Ponte di Ognissanti si è registrata “una raffica di incrementi dei listini con la benzina che supera in numerosissimi distributori della penisola la soglia psicologica dei 2 euro al litro”. La denuncia choc è arrivata anche dal Codacons.

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Caro benzina, perché ora è davvero un’emergenza: ci attende un novembre da incubo

«Siamo in presenza di una vera e propria emergenza, perché gli incrementi dei listini dei carburanti hanno effetti negativi sull’intero sistema economico. Oltre ad aggravare la spesa degli italiani per i rifornimenti, il caro-benzina determina maggiori costi in capo a industrie e imprese. Causa aumenti dei prezzi al dettaglio e ha ripercussioni sull’inflazione. Famiglie e attività produttive sono così schiacciate dall’escalation dei prezzi di benzina e gasolio. Ed è necessario un intervento del Governo perché, senza misure per contenere la crescita dei prezzi, il potere d’acquisto dei cittadini subirà un duro contraccolpo e le conseguenze si faranno sentire direttamente sui consumi di Natale, che potrebbero subire un drastico taglio». Così il presidente di Assoutenti Furio Truzzi. E ancora: «È necessario quindi intervenire sulla tassazione che vige sui carburanti. Tagliando Iva e accise in modo da contenere la crescita dei listini. E limitare gli effetti indiretti del caro-benzina sui prezzi dei prodotti trasportati e sui costi per industria e imprese». 

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Allarme del Codacons: «Aumenti che aggravano la spesa degli italiani»

A dare l’allarme sul rialzo dei carburanti anche il Codacons, che teme sul serio che l’ondata di rincari e i maggiori costi determinati dal caro-benzina porteranno i consumatori ad una riduzione della spesa delle famiglie durante le imminenti festività natalizie. «Da nord a sud Italia si sono registrati nelle ultime ore ulteriori rincari dei listini alla pompa con la benzina che oramai in modalità servito viaggia già oltre i 2 euro al litro. Aumenti che hanno aggravato la spesa degli italiani che si sono spostati in auto in occasione del Ponte dell’1 novembre e che portano un pieno di verde o di gasolio a costare oggi circa 20 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2020». Ha affermato il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi. «A causa del caro-benzina una famiglia media spende oggi circa 430 euro in più su base annua solo per i maggiori costi di rifornimento, conto purtroppo destinato a salire nelle prossime settimane a causa dell’escalation dei listini alla pompa», ha aggiunto l’esperto. Il rischio reale è una ripercussione negativa sul potere d’acquisto dei consumatori e sui consumi di Natale. Leggi anche l’articolo —> Reddito di cittadinanza, maxi operazione in 5 regioni: scoperti solo a Napoli 2.441 furbetti

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