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Il caso di Denise alla tv russa, il legale di Piera Maggio: «Abbiamo fatto un giro all’inferno»

Caso Pipitone. Niente da fare, Olesya Rostova non è Denise. La notizia ufficiale è arrivata nel corso della trasmissione russa “Lasciali parlare”, dove il conduttore ha rivelato ai telespettatori che il gruppo sanguigno della giovane andata in tv in cerca delle sue origini è diverso da quello della bambina scomparsa da Mazara del Vallo nel lontano 2004. Il legale di Piera Maggio, la mamma coraggio che in tutti questi anni non ha mai smesso di cercare la figlia, ad ogni modo ha inviato una nota alla Procura di Marsala, che dovrà giudicare se procedere ad altri accertamenti.

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Caso Pipitone

Caso Pipitone alla tv russa, il legale di Piera Maggio: «Abbiamo fatto un giro all’inferno»

«Trasmissione tv russa trash? E’ un eufemismo. Hanno voluto mettere in piazza il dolore e le vite spezzate delle persone senza alcun rispetto. Ho accettato di andare e di metterci la faccia perché volevamo sapere subito la verità. Diversamente Piera Maggio avrebbe dovuto sottoporsi in diretta al test del Dna, come hanno dovuto fare le altre presunte mamme della ragazza. Le abbiamo risparmiato questo dolore ulteriore. Adesso basta», ha detto l’avvocato Frazzita. Perché dunque recarsi in Russia e prendere parte al programma “Lasciali parlare?” «Si è preferito accelerare i tempi di verifica seguendo i contatti in via privata con l’avvocato di Olesya, poiché una eventuale rogatoria con la Russia avrebbe comportato tempi più lunghi e, invece, si reputava necessario conoscere almeno il dato preliminare del gruppo sanguigno, prima possibile, per poi meglio approfondire la vicenda», ha spiegato il legale di Piera Maggio. Sempre questi ha precisato che la madre di Denise non ha preso parte al programma perché ha subito da poco un intervento.

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Il conduttore di “Lasciali parlare” chiede scusa ai genitori di Denise: «Non volevamo ferire i sentimenti di nessuno»

«Abbiamo fatto un giro all’inferno e siamo tornati. Come si fa a mettere in uno show bambini rapiti e genitori di bambini rapiti come se fosse una specie di reality o di gioco su uno dei crimini più terribili, quelli contro i bambini», ha detto sempre l’avvocato. Il conduttore del programma russo si è poi scusato con i genitori di Denise: «Non volevamo ferire i sentimenti di nessuno». La trasmissione però, come riportato da “TgCom24”, non si è svolta secondo le logiche televisive dei Russi: il legale di Piera Maggio non ha voluto sottostare ad alcun teatrino. “Quando si è finalmente arrivati al dunque, infatti, Borisov si è fatto portare in studio una busta chiusa con dentro il responso sul gruppo sanguigno di Olesya: a quel punto Frazzitta avrebbe dovuto comunicare quello di Denise e, tra la suspense d’inquadrature, il destino di queste due famiglie sarebbe stato finalmente svelato. Ma non è finita così. Il legale di Piera Maggio si è infatti rifiutato e ha preteso la procedura opposta. Morale, dopo diversi minuti d’incertezza e battibecchi, a risolvere il tutto è stato il corrispondente della Rai a Mosca, Marc Innaro, invitato tra i partecipanti alla trasmissione, che ha prestato il suo cellulare a Borisov e l’informazione è stata finalmente comunicata. Dunque è stato Frazzitta a rivelare che i due gruppi non coincidono”. Un siparietto, mandato in onda in parte a “Chi l’ha visto?”, che però non scriverebbe la parola «fine» al caso Olesya Rostova.

Sul finale della trasmissione russa, che non avrebbe pudore a strumentalizzare i sentimenti delle persone, qualcuno ha fatto un’ulteriore ipotesi: che il test effettuato su Denise possa essere errato? Leggi anche l’articolo —> Chi è Dmitry Borisov, il conduttore di “Lasciali Parlare”: carriera e profilo Instagram

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