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Cesare Cremonini si apre su Instagram: «La musica è una questione di stile»

Cesare Cremonini, da vent’anni in vetta alle classifiche italiane, ha da poco rilasciato il suo ultimo singolo Ciao. Ultimamente lo vediamo sempre più impegnato sui social per parlare di musica che è una costante della sua vita. Infatti, l’artista bolognese, ha pubblicato oggi un post su Instagram in cui si impegna a riflettere sul panorama musicale Italiano e quali sono secondo lui i “problemi” da risolvere. Citando Fedez e Bersani, Cesare dice la sua: «La musica è una questione di stile».

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Cesare Cremonini

«Useranno Bersani per parlare male di Fedez senza aver sentito nessuno dei due»

Un post anomalo per il cantautore italiano, ma che fa riflettere. Cesare Cremonini propone una lettura del mondo musicale Italiano che non tutti hanno preso in considerazione. Il cantante inizia con Fedez che, con il suo ultimo singolo Bella Storia, sta rilasciando parecchie interviste. In particolare durante una diretta su RTL102.5 Fedez ha affermato: «Quando ne ho voglia faccio uscire una canzone, d’altronde oggi il concetto stesso di disco è cambiato”. Cesare parte da qui e riguardo alle ultime dichiarazioni del rapper dice: «Fedez non piace a tutti, ma ha ragione!».

In questo contesto Cesare Cremonini mette in gioco un altro cantautore italiano mettendolo in contrapposizione con Fedez perché anche lui alle prese con la promozione del suo ultimo disco. Cita infatti Samuele Bersani e il suo nuovo disco Cinema Samuele. Riguardo all’autore bolognese Cesare spende bellissime parole: «Un capolavoro a parere mio». Continua su Twitter dove scrive: «Samuele è un genio. Abbiamo vissuto per anni a 10 metri di distanza a Bologna. Mi faceva sentire bene pensare che lì a due passi nascevano canzoni. Oggi nasce il suo nuovo progetto che riporta tutte le cose al loro posto. Bravo Samu! Talento unico». Secondo il post di Cremonini infatti, chi ama la musica preferirà sempre più Bersani a Fedez anche se quest’ultimo non l’hanno neanche mai sentito cantare. Difende quindi Fedez e dice: «Diranno che a parte Bersani il resto della musica fa schifo e useranno Bersani per parlare male di Fedez senza aver sentito nessuno dei due».

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Ieri Fedez, ospite a Rtl, ha parlato del suo modo di fare musica in questo periodo. “Quando ne ho voglia faccio uscire una canzone, d’altronde oggi il concetto stesso di disco è cambiato”. Fedez non piace a tutti, ma ha ragione. D’altronde oggi è normale dire cose sensate che non piacciono a tutti. In questi giorni è uscito un album che dimostra il contrario, prima o poi doveva accadere (secondo le statistiche ci sono più probabilità che un meteorite colpisca Porretta Terme piuttosto che trovarsi tutti d’accordo, quindi toccate pure ferro). Il disco di Samuele Bersani, un capolavoro a mio parere. Cinema Samuele è uscito in modo classico (singolo in radio, album, promozione, Fazio) ma la sua originalità è che è splendido. Piace a quelli che amano la musica, a quelli che amano la buona musica italiana e a quelli che non ascolteranno mai il disco di Bersani ma diranno che a parte Bersani il resto della musica fa schifo e useranno Bersani per parlare male di Fedez senza aver sentito nessuno dei due e stiamo parlando, secondo me, degli stessi che ti invitano a cena e poi dividono il conto. Io penso che questo incontro simultaneo fra due mondi e modi di fare musica e promuoverla sia da seguire con attenzione, come facemmo con la crisi missilistica di Cuba del 1962. Kennedy Fedez e Chruščëv Bersani. Ve lo ricordate? Tutti preoccupati che qualcuno spingesse il bottone rosso. Ovviamente nessuno seguirà questo evento storico ma è un peccato perché nasconde buone riflessioni. Una è che la musica, quando è bella, passa anche il muro di Berlino. In qualsiasi modo la si proponga. Per chiudere, io credo che il problema in Italia non sia la proposta e soprattutto non credo sia nei giovani o nei talent o nelle radio, nei social o nello streaming. Tutte queste cose insieme muovono la musica. E anche se Spotify fosse un segno dei tempi il problema da affrontare è un altro. I 40enni con la manina corta che dividono il conto. La musica è una questione di stile. Foto @stefanoguindani

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Cesare Cremonini: il problema non sono i talent

La polemica di Cremonini su Instagram sta appunto nel modo con il quale i due artisti, rispettivamente Fedez e Bersani, abbiano deciso di promuovere il singolo o l’album visto che sono stati pubblicati a distanza di qualche settimana. Cesare critica il mondo della musica Italiana dicendo:«Io penso che questo incontro simultaneo fra due mondi e modi di fare musica e promuoverla sia da seguire con attenzione. Ovviamente nessuno seguirà questo evento storico ma è un peccato perché nasconde buone riflessioni». Il cantautore bolognese mette l’accento sul potere della musica che, riesce ad abbattere qualsiasi barriera, paragonandola al muro di Berlino. In conclusione Cesare Cremonini affronta il “problema” della musica in Italia. Secondo lui infatti i talent, la radio, i giovani e lo streaming non c’entrano. Cremonini individua i responsabili: «Il problema da affrontare è un altro – dice – I 40enni con la manina corta che dividono il conto. La musica è una questione di stile». Quello che presuppone il cantante è appunto che la musica si dovrebbe ascoltare (e comprare) di più e criticare di meno. Se arriva al cuore delle persone allora è buona musica e vale i soldi spesi. Parole che fanno riflettere sopratutto da un artista che è nel business della musica Italiana da vent’anni. >> Tutti i gossip di Urbanpost 

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