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“Non ci sarà una seconda ondata”: da Salvini a Zangrillo i miti estivi di chi non ci credeva

Erano in molti che quest’estate parlavano del Covid come di una “moda passata”. Virologi, politici e personaggi dello spettacolo subito dopo la riapertura dell’Italia a maggio negavano la possibilità di una seconda ondata di contagi. Oggi invece, incredulo di ciò che sta accadendo, chi non credeva nella seconda ondata si lamenta del fatto che di nuovo, l’Italia non sia pronta a far fronte all’emergenza. “Che cosa è stato fatto in questi sei mesi per prevenire la seconda ondata?”. Così esordisce oggi il leader della lega Matteo Salvini. Lui che qualche mese fa non voleva saperne di indossare mascherina.

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"Non ci sarà la seconda ondata" Salvini senza mascherina

Chi non credeva nella seconda ondata

Matteo Salvini, tra un selfie senza mascherina e un altro, quest’estate rassicurava gli italiani. Il leader del Carroccio infatti sosteneva che “in Italia ormai tre quarti del Paese sono esenti da contagi e da ricoveri”. Poi continua: “gli italiani hanno dimostrato enorme buonsenso in questi mesi ma mi sembra che ormai siano tanti i medici che stanno dicendo che il virus adesso fortunatamente ha una diffusione e soprattutto una gravità nei nuovi casi assolutamente inferiore rispetto a qualche mese fa”. Quest’estate in effetti i casi erano in calo ma questo grazie al sacrificio di un lungo e tormentato lockdown. Nonostante ciò in molti hanno raccomandato comportamenti prudenti perché c’era la concreta possibilità di una seconda ondata. Facile adesso (come sempre del resto) fare opposizione strumentale a chi si trova a dover gestire l’emergenza.

Ma non tutti erano dello stesso parere. Alberto Zangrillo, medico e ricercatore dell’Ospedale San Raffaele di Milano, ad esempio considerava il virus “clinicamente morto”. Anche Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, riteneva inutile “fare terrorismo”, spiegando che avremmo avuto la situazione sotto controllo nel caso di un’aumento dei contagi. Dal mondo dei camici bianchi un’ulteriore conferma che “non ci sarà una seconda ondata” veniva data dal virologo Massimo Clementi, docente del San Raffaele di Milano.

Ancora più convinto che il Covid si fosse dissolto nel nulla Vittorio Sgarbi, critico d’arte prestato da 30 anni alla politica. “Nei nostri ospedali non c’è più Covid“, sosteneva infatti e a fine agosto, da sindaco di Sutri, Sgarbi ha firmato un’ordinanza per multare chi portava la mascherina in strada.

In molti erano a pensare che il racconto continuo del virus servisse a suscitare paura negli italiani. Tra questi Armando Siri, l’ex sottosegretario leghista al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che denunciava “la campagna di paura che stanno portando avanti con disinvoltura politici, mass media, scienziati e personaggi pubblici a vario livello”. Un’altra spiegazione logica a sostegno dell’ipotesi che lo stato d’emergenza non fosse più necessario ce l’ha fornita Andrea Bocelli. Il tenore toscano infatti ha osservato: “Non ho mai conosciuto nessuno che fosse andato in terapia intensiva, quindi perché questa gravità?”.

I ripensamenti degli increduli

Con la fine di agosto però il numero di nuovi positivi ha ripreso a salire. Chi non credeva nella seconda ondata ha dovuto fare i conti con la triste realtà. Tutti quelli che non credevano più nella seconda ondata si sono rimangiati quelle parole spavalde che pronunciavano durante i mesi di giugno e luglio. Zangrillo, durante il contagio e il ricovero dell’ex premier Silvio Berlusconi, aveva dovuto spiegare come quella sua frase sul “virus clinicamente morto“ fosse stata “un’espressione stonata“. Finita l’estate anche Matteo Salvini ci ripensa e smuove una critica al governo. “Che cosa è stato fatto in questi sei mesi per prevenire la seconda ondata? Non vorrei che qualcuno in questi mesi si fosse seduto sperando che il buon Dio ce la mandasse buona e a ottobre torniamo punto e a capo”. >> Tutte le breaking news

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