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Como, morto di Covid il medico in pensione tornato a fare il volontario nel suo ospedale

«Non ce lo saremmo mai aspettati, quando tutto è iniziato. Eppure è successo», con queste parole il presidente della Fnomceo (la Federazione nazionale degli Ordini dei medici) Filippo Anelli, ha commentato l’aggiornamento dei medici morti per Covid dall’inizio della pandemia. Un bilancio drammatico arrivato a quota 201. Tra le vittime anche Pierantonio Meroni, 83 anni, ex ginecologo di Como, che nonostante fosse in pensione, era tornato come volontario nel suo reparto all’ospedale Valduce.

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Como, morto di Covid il medico in pensione tornato a fare il volontario nel suo ospedale

Il dottor Meroni ha iniziato la sua carriera alla clinica Mangiagalli di Milano per poi trasferirsi, nel 1975, al Valduce. Un grande uomo e professionista, come lo descrivono familiari, amici e colleghi,  tanto che l’Ordine dei medici di Como nel 2015 lo aveva premiato per i cinquanta anni di carriera. Era andato in pensione una quindicina di anni fa, ma nonostante questo, aveva deciso di rimettersi in gioco dando il suo prezioso contribuito. Purtroppo la seconda ondata di contagi da Covid l’ha trascinato via con sé: il dottor Pierantonio Meroni non c’è più.

L’amministrazione comunale di Lambrugo, comune in provincia di Como, lo ha voluto ricordare con un post sui social: “Resterà il ricordo della sua grande preparazione e umanità con cui, per tanti anni, ha svolto la professione di ginecologo”, mostrando la vicinanza alla famiglia del medico. «Era in pensione da una quindicina d’anni, ma tutte le mattine si presentava puntuale per il ‘giro’, come diciamo in ospedale, ovvero veniva con noi a valutare le condizioni dei vari pazienti. Rimaneva per almeno un’ora, mai invadente, ma sempre prodigo di consigli se gli venivano richiesti», ha ricordato il collega Lodovico Alfieri a “Repubblica”. 

Anelli: «La sicurezza è un diritto dei lavoratori, per i medici e gli operatori sanitari lo è in maniera particolare»

Pierantonio Meroni è la vittima di Covid 201 tra i camici bianchi. «La sicurezza è un diritto dei lavoratori, per i medici e gli operatori sanitari lo è in maniera particolare, in quanto è garanzia della sicurezza delle cure e dunque del diritto alla salute dei cittadini», ha dichiarato il presidente Fnomceo. «Il tema della sicurezza degli operatori sanitari deve essere una priorità di sanità pubblica, oggetto di una grande attenzione. (…) I medici hanno il diritto di curare i loro assistiti, e di poterlo fare in piena sicurezza», ha concluso il presidente Filippo Anelli, che a ‘Fanpage’, a proposito della morte dell’ex ginecologo, ha detto: «È un numero che dimostra quanto è ancora difficile affrontare la pandemia». Leggi anche l’articolo —> Nerano, Rosa la salumiera che ha dato cibo ai migranti: «È l’umanità che ci deve essere»

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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