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Conte: «Margini strettissimi sulla riforma della giustizia», l’ipotesi che non vuole considerare

Conte, Riforma Giustizia – Martedì 27 luglio 2021. «Abbiamo fatto delle osservazioni, condivise da buona parte degli addetti ai lavori e non sono per soddisfare esigenze di bottega del M5S. Noi dobbiamo velocizzare i processi e celebrare i processi. Ora lasciamo che il governo lavori su queste istanze», ha detto il leader in pectore del MoVimento uscendo dalla Camera. «Non votiamo la fiducia? Minacce non mi sono mai piaciute, il mio è un atteggiamento costruttivo», ha sottolineato l’ex presidente del Consiglio, che ha avuto oggi una serie di incontri con i rappresentati grillini nelle commissioni per fare il punto sul testo che porta la firma di Marta Cartabia.

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Riforma Giustizia, Conte: «Margini strettissimi», l’ipotesi che non vuole considerare

«In pochi giorni capiremo se le nostre richieste hanno trovato accoglimento o meno. È chiaro che una prospettiva di fiducia alla riforma senza alcune modifiche sarebbe per noi difficile», ha spiegato Conte, per poi sottolineare: «Sulla riforma della giustizia ci sono margini di manovra ristretti. Ma io li sto sfruttando tutti e ce la sto mettendo tutta. Sto chiedendo una serie di interventi, consapevole che la maggioranza è molto ampia ed esprime ben differenti sensibilità. Ma abbiamo tracciato delle linee e dei punti fermi, insieme, con una squadra di lavoro tecnica, a partire dai reati di mafia, terrorismo e corruzione». L’avvocato del popolo ha parlato di un «colloquio costruttivo con Draghi, ma ho chiarito che la proposta come originariamente formulata pone problemi serissimi al Movimento». Ai giornalisti che lo hanno intercettato fuori dalla Camera Conte ha detto anche: «Non voglio neppure considerare l’ipotesi in cui non venga modificato il testo, ragioniamo positivamente».

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La ministra Dadone: «Sono certa che si riuscirà a trovare una mediazione»

Toni pacati anche quelli della ministra delle Politiche Giovanili Fabiana Dadone, che a margine di un’iniziativa a Napoli con il candidato sindaco Gaetano Manfredi, alludendo alla possibilità di dimissioni di ministri del M5S, ha detto: «Sulla riforma della giustizia lascio lavorare Giuseppe Conte con il presidente del Consiglio Draghi, sono certa che si riuscirà a trovare una mediazione che sia la più importante non per la nostra forza politica, e per evitare che tanti processi vengano buttati al macero». E ancora: «Non era una minaccia come ho avuto modo di specificare. Trovo che sia giusto che il nostro capo politico e il Presidente del Consiglio cerchino il migliore punto di caduta». Leggi anche l’articolo —> Riforma Giustizia, Draghi seccato dal “ping pong” di Conte: intollerabile “rovescio” dal M5s

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