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Coronavirus, addio a Rosa protagonista di una delle foto simbolo della pandemia

Addio a Rosa, protagonista di una delle foto simbolo del Coronavirus. La signora e il marito erano stati entrambi ricoverati nell’ospedale di Cremona, ma in reparti diversi. Lei in quello di chirurgia multispecialistica; lui per una polmonite da Covid-19. Quando le condizioni dell’anziana erano migliorate due dottoresse si erano messe d’accordo per fare una sorpresa alla coppia. Con una scusa avevano portati i due nella stessa stanza per farli incontrare dopo tante settimane che erano stati separati. E la foto aveva catturato proprio quel momento pieno di tenerezza, un abbraccio pieno d’amore. Purtroppo Rosa se ne è andata poche ore fa per l’aggravarsi di una malattia che in questi giorni l’aveva indebolita. Ad aspettarla a casa il suo Giorgio che ogni giorno chiedeva notizie di lei, della dolce compagna con cui ha trascorso una vita. Ben 50 anni di matrimonio. A raccontare la storia commovente Enrico Galletti sul sito del “Corriere della Sera”.

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Rosa

Coronavirus, addio a Rosa protagonista di una delle foto simbolo della pandemia

Quando Rosa e Giorgio erano tornati a casa, dopo quelle notti trascorse in ospedale nel pieno dell’emergenza Coronavirus, figli e nipoti avevano organizzato per loro una festa. Entrambi erano stati ricoverati nell’ospedale di Cremona: quando le condizioni della signora erano migliorate, due dottoresse si erano accordate per fare una sorpresa ai due sposi. Con una scusa li avevano portati nella stessa stanza e lì li avevano fatti incontrare dopo alcune settimane che erano stati divisi. Tre anni di differenza, 77 lui, 74 lei. «Quando papà è entrato in ospedale per quella brutta polmonite ci sentivamo ogni giorno. La sua preoccupazione non era quella di trovarsi lì, ma di aver lasciato da sola la moglie», aveva raccontato al Corriere Edoardo, figlio di Giorgio Franzini, guardando la foto in cui il papà abbracciava Rosa. La teneva stretta a sé dopo un mese a distanza.

«Hanno cominciato a passare ore e ore al telefono da stanza a stanza», la testimonianza del figlio Edoardo

«Non volevamo dirglielo che avevano ricoverato anche mamma, per non farlo preoccupare. Poi ha capito, e a quel punto hanno cominciato a passare ore e ore al telefono da stanza a stanza», ha dichiarato sempre Edoardo. «Non ci lasciamo mai soli», ripeteva Giorgio nei giorni del ricovero in primavera, quando il Covid-19 mieteva vittime in Italia. Parole oggi che suonano ancora più commoventi. Quell’abbraccio profuma di vita, d’amore e resterà indelebile nel cuore di tutti noi. leggi anche l’articolo —> Perù Coronavirus, scomparse nel nulla 2.457 donne dall’inizio della pandemia: gran parte minorenni

 

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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