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Coronavirus aeroporti, la Protezione Civile ha controllato 1,5 milioni di passeggeri

Coronavirus, oltre 161mila passeggeri controllati negli aeroporti italiani nella sola giornata di ieri, domenica 16 febbraio 2020. Sono i numeri dell’attività coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile nazionale per far fronte all’emergenza sanitaria creata dalla diffusione del virus cinese. I passeggeri di 1328 voli in arrivo sono stati sottoposti al rilevamento della temperatura corporea subito dopo lo sbarco in Italia. E’ da sottolineare che la stessa attività viene svolta negli aeroporti di partenza, in Cina, ad opera delle autorità locali.

Coronavirus, la  temperatura corporea rilevata da termometri laser e termoscanner

“Per nessuno dei passeggeri monitorati si è resa necessaria l’applicazione del protocollo sanitario, definito dal ministero della Salute, e previsto in caso di sospetto coronavirus”, si legge nel comunicato diffuso dalla Prociv. “Medici e volontari di protezione civile sono impegnati nei controlli sanitari dei passeggeri in arrivo negli scali aeroportuali. Il sistema di monitoraggio prevede l’impiego di team misti composti da personale  medico dell’Ufficio di sanità marittima aerea e di frontiera – Usmaf – e da volontari delle organizzazioni nazionali e regionali di
protezione civile e della Croce Rossa Italiana, con il supporto dei presidi medici aeroportuali – prosegue il Dipartimento – La  temperatura corporea viene rilevata da termometri laser e dove presenti da termoscanner”, precisa la nota.

I controlli sanitari sui passeggeri che atterrano negli aeroporti italiani, come previsto dall’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, hanno preso il via dal 5 febbraio e interessano tutti i voli internazionali in arrivo. Dall’inizio delle attività sono stati monitorati 13.006 voli e 1.526.391 passeggeri.

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Toscana, preoccupazione per il rientro di 2500 cinesi dai festeggiamenti del Capodanno

Intanto in Toscana cresce la preoccupazione per il rientro di 2500 cinesi dai festeggiamenti per il Capodanno. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi), che ha scritto al ministro della Salute Speranza, al
ministro degli Esteri Di Maio ed al Commissario straordinario Borrelli. «Il rientro dei cinesi dopo i festeggiamenti per il Capodanno in madrepatria – afferma Marcheschi – sta allarmando pratesi e fiorentini preoccupati dalla diffusione a macchia d’olio del coronavirus. Persone che si recheranno a lavoro, che  porteranno i loro figli nelle scuole, che frequenteranno luoghi e servizi pubblici mettendo a rischio di eventuale contagio migliaia di  toscani. Ho perciò scritto
perché non lascino sola la Toscana a gestire questo massiccio ritorno
di 2500 cinesi». Come detto, i controlli negli aeroporti sono severi e costanti, e rappresentano una prima attività fondamentale per individuare possibili contagiati. >> Tutte le notizie sul coronavirus

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