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Coronavirus aggiornamenti, 27.980 casi e 2.158 morti, la curva non cresce: «Fiduciosa attenzione»

L’ultimo bollettino della Protezione civile con gli aggiornamenti sul coronavirus riporta i dati al 16 marzo: sono 27.980 i casi positivi al COVID-19 e oltre 2 mila i morti, esattamente 2.158. Sempre tanti i nuovi contagi, troppi, ma il trend sembra essere stabile, quasi in calo. La curva degli infetti non cresce al ritmo temuto: 2.470 i nuovi casi nelle ultime 24 ore, a fronte dei 2.853 del giorno precedente. In percentuale, un aumento del +11,9%.

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Coronavirus aggiornamenti: “trend positivi al ribasso”

Del numero complessivo di persone che si sono ammalate di coronavirus in Italia dall’inizio dell’epidemia, i pazienti di COVID-19 allo stato attuale sono 23.073. Di questi, 1.851 sono ricoverati in terapia intensiva, 11.025 ricoverati con sintomi e 10.197 sono invece in isolamento domiciliare. 2.749 è il numero di persone guarite dopo aver contratto il virus, con un incremento nella giornata di ieri di 414 unità. Salgono, però, purtroppo anche i morti che si contano in 2.158 totali, di cui 349 nelle ultime 24 ore. “Oggi registriamo trend positivi al ribasso – ha detto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli nel consueto punto stampa delle 18 – ma mancano alcuni dati”. Anche il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli guarda i nuovi dati con “fiduciosa attenzione”: “Una decrescita degli aumenti… È un bell’ossimoro. – dice – È un segnale di quanto potrebbero darci tutte le misure finora intraprese. Va consolidato nel giro dei prossimi 1-2 giorni”.

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L’appello degli infermieri

E intanto arriva l’appello degli infermieri – uniti nella Federazione italiana Ordini professioni infermieristiche – di cui stiamo imparando a conoscere i volti, stremati dalla fatica e dalla sofferenza: “Non c’è più tempo. Non abbiamo più posti letto dove ricoverare le persone, siamo costretti a riutilizzare i dispositivi di protezione individuale, perché scarseggiano, e in molte realtà quelli disponibili non sono idonei. Siamo in pericolo costante, sappiamo di rischiare ogni giorno il contagio oltre a vivere la paura costante di portare il virus nelle nostre case. Non c’è più neanche il tempo per piangere, se non al termine dei lunghi turni massacranti. Vediamo una morte che non ha la dignità di essere celebrata. Persone lontane dai loro affetti.

Siamo provati, siamo pochi, in ospedale e sul territorio. Andiamo nelle case delle persone come soldati al fronte, senza protezioni, in un territorio che non riesce ad accogliere le enormi richieste di cura. Siamo soli. Se non freniamo questa valanga pagheremo il più grande tributo: il fallimento dell’intero sistema e di ogni cosa per la quale ha senso vivere. Abbiamo bisogno di ospedali, di personale. Subito. Ora. Non domani. Abbiamo bisogno di professionisti qualificati, non riciclati, non gettati al fronte come pedine. Abbiamo bisogno anche di voi cari cittadini. Chiudetevi in casa. Ogni uscita apre la porta al virus. Non possiamo più permettercelo. Non c’è più tempo”. 

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