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Coronavirus Aosta, tace i sintomi durante rinoplastica e contagia tutta l’équipe chirurgica

Aosta, ospedale Parini: stava per essere sottoposto ad una ‘ordinaria’ operazione di rinoplastica quando l’anestesista della sala pre-operatoria si è accorto che l’uomo presentava un rialzo della temperatura corporea, parametro che ha subito fatto sospettare la presenza del coronavirus. Sottoposto a tampone per COVID-19 il paziente è risultato positivo, quindi dimesso e costretto all’isolamento domiciliare. Troppo tardi, però, per lo stesso anestesista, il chirurgo e l’infermiere, ormai contagiati.

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Coronavirus Aosta, tace sintomi per paura che l’intervento venga rinviato

L’uomo, che aveva lavorato nelle scorse settimane in una località turistica della bassa Valle d’Aosta venendo a contatto con molti turisti lombardi, aveva da giorni una lieve tosse e bruciore agli occhi. Ciò nonostante, aveva nascosto i sintomi ai sanitari, per paura che l’operazione – programmata da tempo – potesse essere rinviata, come poi accaduto. L’intervento – una rinoplastica con finalità estetica, associata ad una settoplastica con obiettivo terapeutico, riservata a persone con deviazione del setto nasale – sarebbe stato “assolutamente non urgente”, pertanto “poteva tranquillamente essere rinviato”. Proprio questo timore ha spinto il paziente a tacere i sintomi.

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Aumentano i contagi in regione tra il personale sanitario

Sui fatti accaduti la scorsa settimana al Parini di Aosta si potrebbe presto aprire un fascicolo: le ipotesi di reato, per l’uomo, vanno – in astratto – dalle lesioni personali colpose all’epidemia colposa che prevede una pena fino a 12 anni di carcere. Intanto aumentano i contagi anche tra i medici e il resto del personale sanitario dell’Usl della Valle d’Aosta. Tra gli altri, il commissario dell’azienda sanitaria, Angelo Pescarmona, risultato positivo dal 15 marzo. In isolamento domiciliare, le sue condizioni non destano preoccupazione. Ma il sindacato Anaao Assomed lancia l’allarme e chiede un attento monitoraggio della salute del personale in prima linea, anche attraverso i tamponi.

«Il carico lavorativo è aumentato, le difficoltà sono maggiori per garantire i servizi. – ha spiegato il segretario regionale, Riccardo Brachet Contul – È necessario che si continui a monitorare lo stato di salute dei lavoratori medici, infermieri e tutti i sanitari, per consentirci di adottare tutte le misure di prevenzione che sono state comunque prese e che dovranno in futuro essere implementate per far sì che l’ospedale di Aosta funzioni».

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