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Coronavirus commercianti in crisi, la Lega: «600 euro goccia nel mare, servono interventi veri»

Coronavirus commercianti in crisi. “I 600 euro? Una goccia nel mare, che arriva col passo da bradipo di un governo tutto annunci e niente sostanza. E’ l’ora degli interventi di sostegno economico, quelli veri”. Così si è espresso questa mattina il senatore della Lega Ugo Grassi, in merito alla situazione di grave difficoltà in cui versa il settore del commercio. Il lockdown generale ha messo in ginocchio le piccole attività che, escluse le alimentari, edicole e tabacchi, sono chiuse da oltre un mese.

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Coronavirus commercianti in crisi

Coronavirus commercianti in crisi: rigettata la proposta di “anno bianco fiscale”

“Che risposte pensa di dare il governo a chi, come i commercianti, si trovano affitti arretrati, tasse da pagare e mancati incassi di settimane? – afferma il senatore leghista – Davvero Conte pensa che bastino i 600 euro una tantum e poco più? Gli unici prestiti previsti sono quelli a debito, che serviranno per pagare le tasse quando il conto si presenterà, pesantissimo, in tranche unica, perché il governo ha rigettato la nostra proposta dell’anno bianco fiscale”. Sull’anno bianco fiscale la Lega non è certo sola: la proposta è arrivata già da tempo da alcune associazioni di categoria. Il commercio, come il settore alberghiero e della ristorazione, è quello che desta la maggiore preoccupazione anche una volta sospese le chiusure disposte dal Dcpm del 11 marzo 2020.

“Subito interventi seri o si rischia desertificazione”

“Nuovi e pesanti problemi – sottolinea Grassi – che si sommano a quelli ordinari: costo del lavoro, imposizione fiscale tristemente al top, burocrazia asfissiante”. Il leghista rilancia il ”grido del commercio”, che ”chiede a gran voce: risarcimenti ai titolari di attività (invece del semplice credito d’imposta), blocco delle utenze fino a fine emergenza, sburocratizzazione, congelamento di tutte le imposte sino a che non si sarà tornati a regime”.

E ancora: “concessione di scoperti bancari per il pagamento delle fatture pregresse ai fornitori, stop alle rate dei prestiti e stop alle iscrizioni in centrale rischi. Servono misure straordinarie. Basta con la politica del sospetto nei confronti di partite Iva e di chi fa impresa. Con gli interventi al contagocce si rischia la desertificazione del tessuto commerciale dei nostri territori”. >> Tutte le notizie sul coronavirus

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