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Coronavirus Italia, D’Incà: «Abbiamo fatto misure da guerra. Alcune le aggiusteremo ad aprile»

In Italia quasi 28mila casi, 349 decessi e 414 guariti in un giorno. Questi i numeri del bollettino del 16 marzo 2020. È ancora presto, bisognerà attendere i prossimi giorni, ma il trend dei nuovi contagiati da Covid-19 nel nostro paese è in lieve calo. Per fronteggiare l’emergenza il governo ha varato una manovra, volta a ‘fermare’ l’epidemia e a limitare i danni economici causati da quest’ultima. «Abbiamo fatto delle misure da guerra, abbiamo messo in campo alcune armi contro il coronavirus e per riprendere la nostra economia in tempi brevi. Se alcune misure non sono abbastanza corrette, le aggiusteremo per il decreto di aprile», ha affermato il ministro per i rapporti con il Parlamento e le Riforme Federico D’Incà, che ha aggiunto: «Abbiamo dato copertura a tutti cercando di proteggere le famiglie a cui abbiamo chiesto un grosso sacrificio». Dichiarazioni rassicuranti riportate dal sito TgCom24. 

Coronavirus D'Incà

Coronavirus Italia, D’Incà: «Abbiamo fatto misure da guerra. Alcune le aggiusteremo ad aprile»

In un’intervista a ‘Repubblica’ il premier Giuseppe Conte ha detto: «Sono orgoglioso della risposta che sta arrivando dagli italiani, che con i loro comportamenti responsabili stanno contribuendo a contrastare il diffondersi del contagio». Il presidente del Consiglio ha proseguito: «Dobbiamo proseguire tutti insieme, nessuno escluso. La sfida per tutti è tenere alta la guardia, insistere in questo impegno collettivo ed evitare che anche comportamenti sbagliati compromettano lo sforzo di un intero Paese». Difficile prevedere quando il coronavirus toccherà l’apice: «Il picco del contagio non è ancora arrivato. (…) Siamo sulla strada giusta, ma dobbiamo ricordarci che siamo solo all’ inizio, il picco del contagio non è ancora arrivato», ha sottolineato il premier. Sacrifici, tanti sacrifici agli italiani: sembra questo il comune denominatore delle parole di Conte e di Federico D’Incà.

Coronavirus D'Incà

Quando ci sarà il picco? Il parere di fisici e virologi

Alessandro Vespignani, fisico e informatico, che a Boston dirige il Netwwork Science Institute, in un‘intervista al Corriere della Sera ha spiegato che il picco della diffusione del coronavirus in Italia potrebbe essere vicino, forse già domenica 22 marzo: «Bisognerà vedere se ha avuto effetto, più che la chiusura della Lombardia, quella più generale del Paese. Se le misure sono state rispettate, gli effetti si sentono dopo un paio di settimane». Più scettico il virologo Roberto Burioni«È impossibile davvero sapere quando accadrà. In teoria, se le misure di contenimento hanno funzionato, il loro effetto sarebbe tra 15 giorni». Vespignani ha avvisato però che il rischio reale è che il ‘post coronavirus’ sia molto diverso da come lo immaginiamo. Il pericolo è che il Coronavirus cambi (come già sta facendo tra l’altro) le nostre abitudini sociali: «Cambierà la fibra sociale. Quando torneremo alle nostre vite, difficilmente finiremo a ballare in un locale con 400 persone, tutti sudati».

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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