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Coronavirus Italia news, Locatelli (Css): «Stop scuole funziona, possibile proroga»

Coronavirus Italia news. Lo stop alle scuole funziona ed è possibile una proroga alla chiusura di istituti scolastici e università oltre alla data del 3 aprile finora stabilita dal decreto del governo. Lo afferma oggi in un’intervista al Corriere della Sera Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) ed esperto del Comitato tecnico-scientifico attivato sull’emergenza coronavirus, oncoematologo dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ma originario di Bergamo, una delle città più colpite da Covid-19.

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“Con chiusura totale netta riduzione casi di contagio”

“Oggi possiamo affermare che la scelta di chiudere scuole e università, causa di molte polemiche, sta funzionando”, si legge nell’intervista che Locatelli ha rilasciato al quotidiano milanese. “Ha evitato assieme ad altre misure di rendere ancora più
critica l’emergenza. Nei giorni immediatamente precedenti la scadenza del 3 aprile valuteremo la situazione. Siamo pronti a prorogare la sospensione didattica, se necessario”, spiega.

“L’ipotesi di prolungare” lo stop delle lezioni “potrebbe porsi – sottolinea Locatelli – anche perché i dati delle ex zone rosse di Lodi e Codogno dicono che la riduzione di casi è stata netta. Quindi essere stringenti ci permette di contenere l’ondata e risparmiare vite e risorse. Più la pandemia rallenta, meno si gestisce in affanno col
rischio di sprecare denaro”.

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Coronavirus Italia news, Locatelli: “Bambini si infettano eccezionalmente, ma sviluppano forme severe della malattia”

Archiviate dunque le incertezze iniziali sull’efficacia di tenere i bimbi a casa? Se c’erano perplessità, risponde lo specialista, “erano dovute alle novità presentate da un virus nuovo che mostra peculiarità singolari. I bambini, e parlo da pediatra, pur potendo infettarsi eccezionalmente o su basi anedottiche, sviluppano forme severe della malattia, ma non avevamo elementi certi per disegnare scenari. I nostri pareri sono valutati giorno per giorno, guidati da un unico obiettivo: ridurre l’impatto clinico-sanitario della pandemia. Se si fosse diffusa in modo più elevato dove la situazione è più difficile in termini di offerta di terapie intensive ai malati, non so come sarebbe finita. I dubbi che abbiamo avuto – chiarisce Locatelli – riguardavano i tempi, ma non l’effetto. E’ innegabile che sia servito eccome nel rallentare la trasmissione del virus. Sapremo solo dopo in quale misura, 20-30%?”. >> Tutte le breaking news

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