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Coronavirus Italia, virologa Gismondo: «No allarmismo, non siamo in guerra»

Coronavirus Italia. Brunella Giovara di Repubblica ha intervistato Maria Rita Gismondo, direttrice del laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia, Diagnostica bioemergenze del Sacco di Milano, che da settimane lavora assieme a diversi sanitari senza sosta. Combattiva, la dottoressa ha voluto rassicurare gli Italiani: «Una stretta di mano? E certo, tanto poi ce le laviamo». La mascherina, lei non la porta. «La mettiamo quando esaminiamo i campioni. E i pazienti infetti, certo.Ma per il resto… meglio una maschera di Carnevale», ha affermato la 66enne che nel suo ufficio al terzo piano tiene una riproduzione del Quarto Stato di Pelizza da Volpedo. Un dipinto che come evidenzia la giornalista mostra un po’ «la gente, cioè noi, alle prese con il Covid-19, la paura, e anche la psicosi».

«Coronavirus? No allarmismo, non siamo in guerra», parla la virologa del Sacco di Milano

Il consiglio di Maria Rita Gismondo è quello di aspettare: «No allarmismo, molta attenzione e molto lavoro da parte nostra. Spiegare le cose alla gente, informare, dicendo onestamente che le cose possono cambiare in bene o in peggio. Ma dire le cose vere con molta obiettività. C’è un bombardamento di notizie che fomentano la paura, c’è stato un lavaggio del cervello collettivo. Sembra che siamo in guerra. Ma non siamo in guerra». Per farsi capire meglio la virologa ha parlato della sua famiglia e di come ha spiegato il virus alla sua nipotina di 9 anni: «In queste settimane sono andata a casa a dormire, due-tre ore a notte. La mia famiglia sono due figlie e una nipotina di 9 anni. E un cane femmina Nala, quella del Re Leone. Siamo un gineceo!».
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«Spesso la salute viene strumentalizzata a livello politico. È inaccettabile»

La bimba l’ha vista in tv e preoccupata le ha chiesto: «Sei contagiosa, contagi anche me?». La dottoressa Maria Rita Gismondo: «Le ho risposto no. Ma ai bambini servono spiegazioni. Non devi dire che non sta succedendo niente, devi dire che è vero, c’è un virus che può passare da una persona all’altra. E se si sta male con la tosse e la febbre, allora si sta a casa. L’ho tranquillizzata. Infatti, quando ha visto una mia foto con mascherina, mi ha domandato se mi ero travestita da microbiologa per Carnevale». Spiegazioni che servono anche agli adulti: «Chi si interessa di salute ha il dovere di spiegare. Così tutti i papà e le mamme si tranquillizzano. Se invece li invadi con video di città deserte, ambulanze a sirene spiegate eccetera, crei il panico. Tutte le misure adottate possono sembrare un’esagerazione, dal punto di vista scientifico. Ma bisogna dare risposte alla gente. Poi, spesso la salute viene strumentalizzata a livello politico. E qui mi fermo. Ma è inaccettabile!». Alla domanda quanto durerà l’epidemia di coronavirus la virologa ha risposto così: «Non penso che la settimana prossima si possa non parlare di coronavirus. Tra l’altro, a me non piacciono i virus, preferisco i batteri. Però, quando tutto questo sarà finito, mi farò fare un ciondolo d’oro a forma di coronavirus, che è bellissimo. Poi me lo metto al collo. Sarà il mio trofeo».

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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