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Coronavirus riapertura, Confindustria: «Siamo in ritardo, la salute passa anche dal lavoro»

Coronavirus riapertura. Il presidente designato di Confindustria Carlo Bonomi interviene sulla fase 2 ospite della trasmissione ‘Che tempo che fa’. “Il 4 maggio “è dietro l’angolo, siamo in ritardo e studiare un modello non è così semplice. Noi ci siamo messi a disposizione e spero che la voce delle imprese venga ascoltata perché la salute passa anche dal lavoro”. Il messaggio è chiaro: lavorare tutti, con concretezza e velocità, per garantire una vera ripartenza il 4 maggio.

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Coronavirus riapertura: “La priorità è capire come farla in sicurezza”

“Molti purtroppo non riapriranno più –  afferma Bonomi – la priorità è capire come riapriamo in sicurezza. Non c’è un antagonismo salute contro lavoro, ma come mettiamo in sicurezza le fabbriche per salvaguardare gli italiani”, dice. “Noi faremo tutti ciò che responsabilmente ci verrà chiesto”, aggiunge il presidente di Assolombarda. Ma non si sbilancia sulla data del 4 maggio come data giusta per riaprire tutte le attività. “Non lasciare indietro nessuno dovrebbe essere il mantra del nostro Paese”, sono le parole conclusive del suo intervento. Confindustria ha di recente pubblicato un report molto dettagliato sugli effetti dell’epidemia da Coronavirus sulle imprese italiane.

Coronavirus riapertura, Bonomi: “Avremo bisogno di bazooka di liquidità”

“Sono un imprenditore e guardo ai numeri, avremo bisogno di bazooka di liquidità”, perché l’Italia da sola non ce la fa. “Laddove ci sono le condizioni per avere i soldi dall’Europa vanno presi”, senza “battaglie dietro a bandiere di partito”, dice. “Credo che questa sia la volta buona, visto che c’è necessità di liquidità, che lo Stato paghi i propri debiti alle imprese private. Non è pensabile che questa cosa venga più rinviata o per lo meno dare la possibilità di compensare i crediti verso lo Stato con i debiti, sarebbe una manovra di civiltà nei rapporti tra Stato e impresa privata”, dice.

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“La task force ci ha lasciati un po’ perplessi”

“C’era stato un comportamento fortemente anti industriale da parte da alcuni componenti del governo”, dice, ma non risparmia critiche sulle mosse per la fase 2 dell’emergenza. “La task force ci ha lasciati un po’ perplessi perché se si parla di riprendere le attività avrebbe fatto piacere che almeno un imprenditore fosse componente di questa task force”. Il 4 maggio “è dietro l’angolo e studiare un modello non è così semplice, noi ci siamo messi a disposizione e spero che la voce delle imprese venga ascoltata perché la salute passa anche dal lavoro”, conclude il presidente di Assolombarda Bonomi. >> Tutte le notizie di economia

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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