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Coronavirus, Sileri: «Le parole di Johnson? Il rispetto delle regole è libertà»

Coronavirus Sileri. Tiene ancora banco la polemica sulle parole del premier britannico Boris Johnson a proposito del presunto minor “amore per la libertà” di alcuni paesi europei, tra cui Italia e Germania, rispetto alla Gran Bretagna nella difficile situazione della pandemia. Dopo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la cui risposta a Johnson è risultata a molti inusitatamente dura, è stata la volta del Viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri che, intervistato da Radio Cusano Campus, ha affrontato a 360° lo scenario della possibile seconda ondata del Covid-19, ormai evidentemente iniziata in altri paesi come la Francia.

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“Le parole di Johnson? Il rispetto delle regole in questo momento è libertà”

“Le parole di Johnson? Il rispetto delle regole in questo momento è libertà – ha affermato Sileri – se tutti rispettiamo le regole siamo più liberi. Non paragoniamo i nostri dati con quelli di Paesi che non hanno applicato le regole come abbiamo fatto noi. Avremo anche noi una risalita dei contagi, ma in maniera lenta e controllata. Per i numeri che stiamo avendo dobbiamo ringraziare gli italiani e il Servizio sanitario nazionale che monitora, dobbiamo continuare così. In Spagna e Francia situazione fuori controllo, servirebbe una strategia comune europea.

“L’Italia ha avuto sicuramente delle regole rigide, un allentamento c’è stato nei mesi estivi e abbiamo avuto una risalita dei contagi – ha aggiunto il Viceministro alla Salute – Le regole sono tre: distanziamento, mascherina e lavaggio delle mani, tutto il resto è complicarsi la vita. Gli altri Paesi non hanno applicato le regole come le abbiamo applicate noi. Avendo avuto una rigidità maggiore abbiamo oggi una situazione migliore rispetto agli altri Paesi. Avremo anche noi una risalita dei contagi, ma in maniera lenta e controllata. Se poi improvvisamente ci dovesse essere un allentamento delle regole, anche noi a quel punto avremmo una risalita come sta avvenendo in altri Paesi europei”.

coronavirus sileri

Coronavirus Sileri: “Il paziente Italia sta uscendo da una malattia in fase acuta ma è ancora convalescente”

“In questo momento – ha aggiunto Sileri – abbiamo il paziente Italia che sta uscendo da una malattia in fase acuta e adesso sta in convalescenza. Quando uno è in convalescenza alcune cose non le può fare, è una privazione necessaria. Ma non paragoniamo i nostri dati con quelli di Paesi che non hanno applicato le regole come abbiamo fatto noi. Per i numeri che stiamo avendo dobbiamo ringraziare gli italiani e il Servizio sanitario nazionale che monitora, dobbiamo continuare così. Le parole di Johnson? Le regole sono libertà. Il rispetto delle regole è libertà in questo momento. Se tutti rispettiamo le regole siamo più liberi. Anche l’applicazione Immuni è libertà, perché ti permetterebbe di non stare in quarantena se non necessario”.

Una considerazione, infine, sulla riapertura degli stadi. “Non potremo certo riaprirli al massimo della capienza – dice Sileri – Una riapertura graduale, controllata, a patto che i contagi rimangano bassi è auspicabile, però con regole ferree. La mascherina la devi tenere, devi mantenere la distanza e bisogna misurare la temperatura all’ingresso. Così può avvenire una riapertura graduale in sicurezza”.

“Il concetto di normalità è far sì che se tu hai un percorso con un rischio che è vicino allo zero e riapri con mille persone faccio fatica a pensare che queste mille persone con la mascherina possano contagiarsi. Da mille si può passare a 2mila. Il pericolo è che le regole possano essere non seguite. Una riapertura controllata è fattibile, senza arrivare a numeri altissimi, gradualmente ad un quarto o un terzo della capienza di uno stadio, a seconda dell’andamento dell’epidemia. Se dovessero aumentare di molto i contagi è chiaro che non sarebbe più fattibile. Quello che mi fa paura nello stadio è che l’esultanza porti magari ad abbracciarsi, questo non deve accadere”. >> Tutte le notizie sul Coronavirus

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