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Coronavirus, il virologo Pregliasco: «Temo che ci saranno altre morti, possibile anche qualche caso in Italia»

«Temo che ci saranno altre morti, è possibile che si verifichi anche qualche caso in Italia, però rispetto al passato mi sento di prospettare una possibilità di far fronte a questa epidemia che possa evitare l’aspetto pandemico». Fabrizio Pregliasco, virologo presso il Dipartimento Scienze biomediche per la salute dell’Università degli Studi di Milano, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus per parlare dell’emergenza Coronavirus scoppiata in Cina e ora in rapida diffusione nel resto del mondo.

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«Evitare i contagi e pianificare la produzione di vaccini»

«Bisogna spegnere subito l’incendio – ha detto Pregliasco – evitare i contagi e pianificare la produzione di vaccini che però non potranno essere disponibili prima di un anno». Il virologo, ai microfoni della radio romana, ha detto la sua sulla gestione dell’emergenza in capo all’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità. «L’Oms ha dichiarato una situazione del genere per la Sars, per la polio, per l’Ebola, per quelle situazioni in cui ci vuole uno sforzo corale. Le decisioni sono a livello dei singoli Stati. I casi del passato hanno insegnato che bisogna coordinarsi e spero che la fine di questa emergenza possa essere vicina».

Coronavirus, Pregliasco: «E’ possibile che si verifichi anche qualche caso in Italia»

«Temo che ci saranno ancora altre morti – aggiunge Pregliasco – è possibile che si verifichi anche qualche caso in Italia, però rispetto al passato oggi mi sento di prospettare una possibilità di far fronte a questa epidemia che possa evitare l’aspetto pandemico. Mortalità? Tra i casi accertati siamo al 10-15%, ma la dimensione la potremo capire solo nel tempo. Il fatto che il virus venga trasmesso anche da soggetti asintomatici rende più difficile i controlli. Bisogna spegnere subito l’incendio, evitare i contagi e pianificare la produzione di vaccini che però non potranno essere disponibili prima di un anno».

Coronavirus, lo stato dell’emergenza

Intanto oggi si è avuta notizia di un primo contagio accertato in Giappone. In Europa, da ieri è stato confermato il primo caso di contagio in Germania. Le autorità sanitarie della Baviera hanno disposto esami medici su 40 tra colleghi di lavoro e parenti dell’uomo contagiato dal nuovo coronavirus coinese. “Il numero potrebbe crescere”, ha detto Martin Roth, capo della task force malattie infettive dell’Ufficio sanità e sicurezza alimentare della Baviera (Lgl). Tornando in Asia, oltre al Giappone il virus ha raggiunto anche la penisola indiana. Il ministero della Sanità dello Sri Lanka ha confermato ieri il primo caso di infezione dal nuovo coronavirus cinese, affermando che le strutture specializzate sono pronte a gestire la situazione e che si stanno individuando i contatti del paziente per individuare possibili contagi.

conte su emergenza coronavirus

In Italia, sono da registrare le parole del premier Conte. «Siamo prontissimi, costantemente aggiornati con il ministro Speranza. L’Italia ha misure cautelative ancora più incisive, tutti protocolli possibili e immaginabili sono già in campo», ha detto il premier ieri sera ospite di ‘Otto e mezzo’ su La7. Poco fa ha invece parlato il ministro della Salute Roberto Speranza. «E’ chiaro che c’e un bombardamento mediatico molto forte. Il mio messaggio al Paese – ha detto Speranza – è che le istituzioni stanno facendo tutto quello che è nelle loro possibilità. L’attenzione dell’Italia è tra le più alte a livello internazionale». >> Coronavirus Cina, la mappa del contagio

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