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Covid-19, in Rsa a Castelfranco Veneto arriva “la stanza degli abbracci”

Il Coronavirus non ha pietà di niente e nessuno, ce lo ha dimostrato in questi lunghi interminabili mesi. Non sta a guardare a questo o quello, come un tritacarne riduce in nulla tutto ciò che si trova dinnanzi. Non consente abbracci, ci ha impedito di dire addio come si deve alle persone che abbiamo amato. Ed è soprattutto per questa ragione che non dobbiamo smettere di essere umani, di difendere il nostro modo di vivere, di essere. Dopo mesi di isolamento, senza la possibilità di abbracciare i nostri cari, la casa di riposo Domenico Sartor di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, ha pensato di ridare speranza ad ospiti e familiari, nonostante il Covid. 

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Castelfranco veneto

Covid-19, in Rsa a Castelfranco Veneto arriva “la stanza degli abbracci”

Come riporta “Fanpage” è nata alla casa di riposo Domenico Sartor di Castelfranco Veneto la stanza delle “Emozioni senza confini”. Una soluzione pensata all’interno della struttura per consentire ai familiari di far visita ai propri cari. Lo spazio è stato allestito nel Salone delle Rose, con dei separatori di vetro e delle postazioni, in cui ospiti e familiari possono parlarsi, ma anche toccarsi. Si tratta di 12 sedute, dotate di guanti inseriti nella parete, che permettono il contatto fisico, quello che è mancato tanto in queste settimane. Ci sono anche delle cuffie e dei microfoni per consentire a parenti e anziani di fare conversazione in tranquillità. E non è finita qui: i familiari possono anche girare dei filmati da far vedere in struttura. Nell’ampia stanza ci sono dei Led che permettono, infatti, la visione di video. Il salone delle “Emozioni senza confini”, utilizza anche, un sistema di sanificazione a ozono e fotocatalitici, per igienizzare l’ambiente.

Al Centro Servizi alla Persona Domenico Sartor torniamo ad abbracciarci 👵💚🧑
Oggi si è svolta la conferenza di…

Pubblicato da Centro Servizi alla Persona Domenico Sartor su Lunedì 26 ottobre 2020

La direttrice: «Niente è più confortevole di un abbraccio»

La direttrice della struttura, Elisabetta Barbato, ha definito necessaria tale iniziativa, per «poter garantire nuovamente un contatto fisico»: «Niente è più confortevole di un abbraccio: è un gesto empatico,  aumenta l’autostima, dà energia e permette al nostro organismo il rilascio di endorfine e di ossitocina». La stessa direttrice ha poi aggiunto: «Noi abbiamo sempre ricercato il benessere fisico, mentale ed emotivo dei nostri ospiti e questa struttura rientra in un macroprogetto più ampio, che vede un nuovo approccio multidisciplinare sviluppato insieme all’Università di Padova». Alla straordinaria iniziativa, che regala serenità ad ospiti e cari, in momento tanto difficile, ha dedicato un servizio il programma di La7 “L’aria che tira” (clicca qui per vedere il commovente filmato). Leggi anche l’articolo —> Ospedale Valduce Como, il direttore Zanon: «Da domani sarà costretto a decidere chi intubare»

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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