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Covid, Locatelli parla di svolta: «Se prudenti il virus non tornerà»

«La svolta c’è e se saremo prudenti il Covid non tornerà». Così Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Cts, in un’intervista a “La Repubblica”. «Ad oggi abbiamo il 40% della popolazione che ha avuto almeno una dose di vaccino e il 21% l’intero ciclo vaccinale», ha spiegato l’esperto che ha fatto il punto sulla pandemia in Italia.

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Locatelli covid

Covid Italia, Locatelli parla di svolta: «Se prudenti il virus non tornerà», a che punto siamo

«Direi che siamo alla svolta. Io sono sempre stato prudente, ma i dati sono consolidati nella direzione di una marcatissima riduzione di nuovi casi ed è quel che più conta, di forme gravi o fatali di Covid». Così Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Cts. «Possiamo rivendicare che il rischio ragionato con il quale sono state progettate le riaperture non era così poco solido come qualcuno aveva ipotizzato», ha sottolineato a “La Repubblica”. «I dati che mi rendono ottimista? Di certo l’incidenza cumulativa ridottasi a 32 casi ogni 100mila abitanti per settimana nelle rianimazioni sono occupati dai malati covid 836 posti letto, ai primi di aprile erano 3.700. Sui vaccini mi sembra ci sia la voglia di tutto il paese di accederci. Poi ci sarà sempre uno zoccolo duro di persone riluttanti, ma si tratta di un fenomeno molto più contenuto rispetto alle previsioni», ha aggiunto Locatelli.

Locatelli

L’obbligo della mascherina fino a quando?

«Sono netto nel dire che, ovviamente continuando ad avere responsabilità e prudenza, il prossimo autunno non sarà come quello che abbiamo vissuto nel 2020. (…) Tutte le evidenze che abbiamo dicono che i vaccini a disposizione comunque prevengono da forme gravi di malattia, qualunque sia la variante», ha spiegato il presidente del Consiglio Superiore di Sanità. Qualche parola infine sull’utilizzo obbligatorio della mascherina: «Capisco la voglia delle persone di emanciparsi da un oggetto anche molto simbolico. Andrà fatto un percorso graduale, partendo dai contesti all’aperto, dove ci sono minori rischi di contagio, per poi passare al chiuso. Aspettiamo ancora un mese, un mese e mezzo. Entro metà luglio affronteremo anche questo aspetto». Leggi anche l’articolo —> Covid oggi 2.557 nuovi casi e 73 morti, i ricoverati in terapia intensiva sono 836

 

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