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Niente Ristori alle famiglie dei medici «eroi»: il Senato dice no agli indennizzi

Niente Ristori ai medici «eroi», il Senato non ha approvato la misura che dava 100mila euro alle famiglie dei 369 dottori deceduti per virus. Il provvedimento, un emendamento della Lega a firma di Maria Cristina Cantù, è naufragato in Senato durante la conversione in legge del decreto Covid del 24 dicembre scorso. La misura, come spiega «Il Tempo», inizialmente bocciata in Commissione Bilancio, è stata ritirata in Aula e trasformata in un semplice ordine del giorno accolto dal governo. Come scrive Dario Martini quello che “doveva essere un concreto riconoscimento a chi ha perso la vita nella lotta è diventato un vago impegno per il futuro. La motivazione? Al momento non ci sarebbero soldi”. 

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Niente Ristori alle famiglie dei medici «eroi»: il Senato dice no agli indennizzi

Non sono passati al Senato i ristori alle famiglie dei medici morti per Covid. A renderlo noto è stato il presidente della Federazione ordini dei medici Filippo Anelli: “La mancata approvazione del subemendamento presentato dalla senatrice Cantù è un’occasione persa. L’occasione di dimostrare gratitudine ai medici che hanno dato la loro vita per continuare a curare durante la pandemia. Invitiamo il Parlamento a una riflessione. Dispiace che non si siano trovati i fondi per poter dare un ristoro a queste famiglie che, in molti casi, sono anche rimaste prive dell’unica fonte di sostentamento e alle quali sono negati indennizzi Inail”.

Purtroppo quello dei medici morti per Covid è un triste elenco che viene aggiornato dalla FNOMCeO fin dall’inizio della pandemia quando i sanitari hanno lavorato in prima linea, troppo spesso senza quei necessari dispositivi di sicurezza. L’elenco dei nomi oggi conta 369 sanitari, da Roberto Stella, Presidente dell’Ordine dei Medici di Varese morto l’11 marzo del 2020 a Lino Budano, medico di famiglia deceduto lo scorso 10 dicembre. Un sacrificio che non può essere dimenticato. “Siamo passati dagli applausi all’oblio”, ha detto il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti, intervenendo all’«Ansa». 

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“Siamo passati dagli applausi all’oblio”

Come scrive Martini su «Il Tempo» trattandosi di 369 medici, sarebbero serviti 36,9 milioni di euro. L’indenizzo sarebbe dovuto essere corrisposto ai “soggetti a carico” nel seguente ordine: “coniuge, figli minori, figli minori, figli maggiorenni inabili al lavoro, genitori, fratelli e sorelle maggiorenni inabili al lavoro”. Per questo al Ministero della Salute avrebbero dovuto istituire anche un fondo ad un fondo di ristoro con “una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro per il 2022”. Sempre «Il Tempo» riferisce che “i firmatari del provvedimento avevano previsto di prendere quei soldi dal Programma Fondi di Riserva e Speciali del Ministero dell’Economia”. Leggi anche l’articolo —> La pandemia non è finita, l’ultimo allarme dell’ECDC: “Omicron non sarà ultima variante”

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