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Covid, Le Foche rassicura gli Italiani: «Improbabile che il virus riparta, normalità vicina»

Virginia Piccolillo ha intervistato per «Il Corriere della Sera» l’immunologo Francesco Le Foche, che ha fotografato la situazione epidemiologica del nostro Paese. Gli Italiani possono tirare un sospiro di sollievo, pare che il peggio sia alle spalle: «Siamo comunque al preludio della normalità. Credo che ai primi di gennaio potremo tornare a riveder la luce», ha detto l’esperto.

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Covid in Italia, Le Foche rassicura gli Italiani: «Improbabile che il virus riparta, normalità vicina»

L’Italia sta ripartendo: «Sì, perché gli italiani sono stati responsabili, attenti alle regole e il servizio sanitario nazionale, grazie all’abnegazione di medici, infermieri e di tutti gli altri operatori, ha retto all’onda d’urto della pandemia. In più abbiamo vaccini e terapie. Come monoclonali e farmaci antivirali», ha spiegato entusiasta Francesco Le Foche. Basta un metro di distanza? «Ora sì, perché l’85% delle persone si è vaccinato. E ciò ha ridotto moltissimo contagi e ospedalizzazioni. Tra poco avremo una percentuale così alta di vaccinati da poter riaprire tutto per tutti», ha precisato l’immunologo, che ha escluso una ripartenza del contagio. Considerazioni anche sull’obbligo del Green Pass: «I non vaccinati sono 5 milioni. Chi va al lavoro ha diritto alla sicurezza. Vale per gli incidenti, come per il virus», ha sottolineato Le Foche.

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Vaccinazioni nei bambini e nelle donne incinte, il parere dell’esperto: cosa ha detto nell’intervista al «Corriere»

Sulle proteste dei No Vax l’immunologo ha dichiarato: «La maggior parte delle persone ha apprezzato la vaccinazione che ha portato alle riaperture in sicurezza. E dovremmo considerare questa opportunità una forma di medicina preventiva». La possibilità del tampone a 72 ore non lo convince del tutto: «Preferirei esclusivamente la vaccinazione. Tutela tutti, anche, come vediamo dalle curve degli ultimi giorni, i non vaccinati». Qualche parola anche sulla somministrazione del vaccino anti Covid nei bambini: «Anche loro hanno il diritto alla salute. Dai 5 agli 11 anni si attende a breve l’autorizzazione. La dose è un terzo di quella degli adulti». Alle donne in gravidanza l’esperto si sente di consigliare pure il siero: «Sì, dal terzo mese in su. Perché il sistema immunitario ha un impegno superiore. L’excursus polmonare si riduce perché il diaframma si alza. E perché darà anticorpi nei primi mesi di vita al bambino. È consigliato anche durante l’allattamento, in modo da trasmettere gli anticorpi con il latte materno». Leggi anche l’articolo —> Draghi firma dpcm Green Pass per la Pa: le linee guida, tutte le novità

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