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Covid, Demicheli (direttore Ats Milano): “Qui circola di più, non riusciamo a tracciare i contagi”

Covid Milano. Che il tracciamento dei contagi fosse fondamentale per evitare una seconda ondata lo sapevamo da tempo. Eppure, non è andata come desideravano a tutti i livelli le istituzioni sanitarie. La Lombardia, fulcro del primo boom della pandemia da Covid-19 in Italia, torna a far paura. E questa volta, a differenza di marzo, è il capoluogo regionale, Milano, a far registrare i picchi più alti di nuovi contagi. Nelle ultime 24 ore si registrano 1.065 nuovi ricoveri in tutta la regione. “Quello che vediamo è che il contagio circola più velocemente nelle zone che sono state meno colpite la volta scorsa, quando è intervenuto il lockdown”, ha detto il direttore sanitario dell’Ats Milano, Vittorio Demicheli, intervenendo questa mattina a Buongiorno su Sky Tg24.

>> Covid, il bollettino ufficiale del 18 ottobre 2020

“Chi sospetta di aver avuto un contatto a rischio o sintomi stia a casa”

“Milano era stata colpita marginalmente – ha osservato Demicheli – Invece questa volta la ripresa delle attività ha visto Milano e altre zone della Lombardia riprendere. Quello che ci preoccupa – ha spiegato – è che non sappiamo esattamente in una grossa metropoli la velocità con cui il fenomeno si può verificare. Ieri la nostra Ats ha lanciato un allarme e un invito ai cittadini a fare ciascuno la propria parte. Ciascuno dovrà rinunciare a qualcosa, perché in questo momento la fase del contenimento purtroppo è inefficace. Non riusciamo a tracciare tutti i contagi, a mettere noi attivamente in isolamento le persone. Chi sospetta di aver avuto un contatto a rischio o sintomi stia a casa”, ha esortato Demicheli.

Covid Milano, perché una nuova stretta “debole” e tardiva?

Covid Milano. Ma se l’allarme per una seconda ondata era così elevato, perché non decidere prima nuove misure restrittive in ambito regionale? La stretta della Lombardia, peraltro blanda, è arrivata solo nella giornata di venerdì con una nuova ordinanza del presidente Fontana. Altre regioni si sono mosse prima, anche consce dei limiti storici dei propri sistemi sanitari, come la Campania.

Sulla regione amministrata da Vincenzo De Luca, ci sono da registrare oggi le parole di Massimo Galli, direttore del reparto Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, anch’egli ospite di Buongiorno su Sky Tg24. “Sto con il governatore della Campania per le posizioni che ha preso –  ha detto l’infettivologo – molto decise ma molto logiche, anche sulla scuola”. Così  “La Campania – ha spiegato – è una regione molto popolosa, con un sistema sanitario che ha delle eccellenze, ma che rischia di trovarsi davanti a una ‘challenge’ superiore alle sue forze. Questo non riguarda solo la Campania, siamo onesti e logici, inogni caso è in una situazione in cui essere estremamente prudenti e intervenire con decisione è importante”.

L’infettivologo Galli: “Limitare i contatti a quelli strettamente necessari”

Poi dalle sue parole trapela un moderato ottimismo sull’andamento dei nuovi contagi. “Non credo arriveremo a 30mila casi nel giro di qualche giorno – ha detto Galli – però questa settimana sarà difficile vedere un decremento di casi, perché quello che stiamo per vedere è già accaduto dal punto di vista dell’infezione. Sono gli interventi che partono da oggi che ci si augura aiutino ad invertire la tendenza in maniera abbastanza decisiva. Il messaggio è che ci dobbiamo mettere tutti quanti a fare il possibile perché questa cosa avvenga e impegnarci a stare più in casa, avendo meno contatti o limitandoli a quelli strettamente necessari”. >> Tutte le notizie sul Coronavirus

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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