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Covid party, verità dalle terapie intensive: il 10% dei ricoverati ha un difetto genetico

Dei Covid party, organizzati dai No vax per aggirare l’obbligo del Super Green pass e diffondere il contagio così da scansare le vaccinazioni, si è parlato a lungo nell’ultima puntata di “Agorà Weekend”, andata in onda domenica 28 novembre 2021 su Rai3. Un fenomeno che ha preso piede soprattutto in Alto Adige. Per il professor Giuseppe Novelli, genetista del Policlinico di Tor Vergata, si tratta di pura follia: chi lo ha fatto non si rende conto che il contagio espone il paziente a rischi elevatissimi per la sua salute. “Il 10% dei pazienti gravi ricoverati in terapia intensiva ha un difetto genetico nella risposta al Coronavirus. Per questo è bene non fare questi Covid party. Il virus, infatti, circola e, replicandosi, muta”, ha detto Novelli in trasmissione.

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Covid party in Italia, verità dalle terapie intensive: il 10% dei ricoverati ha un difetto genetico

A scoperchiare la realtà dei Covid Party il documentarista Andrea Pizzini, 44 anni di Bolzano, che gratuitamente si è recato nella terapia intensiva della sua città per raccontare quello che vi accade al suo interno. “Dentro la terapia intensiva, le peggiori follie diventano realtà”, ha raccontato Pizzini che nell’ultimo periodo ha ricevuto anche qualche minaccia dai gruppi no vax. “Gente che volontariamente si fa contagiare passandosi un lecca lecca per poi guarire ed avere il green pass. Naturalisti, un maestro di yoga, omeopatici che negano l’esistenza del  Covid, mamme non vaccinate perché costrette magari dal figlio no vax militante. Insomma, racconti a volte struggenti che ti lasciano a bocca aperta”, ha chiarito l’uomo. Ed è stato lui tra i primi a parlare dei Covid party: “Più o meno si sapeva di queste feste per contagiarsi volontariamente ed avere il Green Pass”.

Giuseppe Novelli

Il professor Novelli: «È importante fare la terza dose»

Il professor Giuseppe Novelli, ospite ad “Agorà Weekend”, non ha parlato solo di Covid party. L’esperto ha speso qualche parola anche sul tema della vaccinazione. “Siamo ottimisti. Produrremo altri meccanismi di protezione ed è importante fare la terza dose”, ha dichiarato. Con l’insorgere della varianti c’è la possibilità di “aggiornare” i vaccini? “Si stanno già facendo modifiche, ma vanno ancora sperimentati. Per questo è impossibile in questo momento fare una previsione su quando potranno essere messi in commercio. Bisognerà prima fare tutto il percorso attraverso le agenzie regolatorie”, ha affermato il genetista dell’Università di Roma Tor Vergata. Leggi anche l’articolo —> Variante Omicron, perché l’Oms ha saltato le lettere «Nu» e «Xi»

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