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Covid, sintomi come curarsi a casa: nuove preziose indicazioni

Cosa fare in attesa dell’esito del tampone? Come bisogna comportarsi? In che maniera curare il Covid a casa? Da che è scoppiata la pandemia abbiamo capito tutti che il virus va affrontato subito prima che la situazione peggiori. Come punto di riferimento gli Italiani possono avere, come indicato da “Ok Salute e Benessere”, il protocollo che sta per essere pubblicato sulla rivista scientifica Clinical and Medical Investigation. Un documento che porta la firma di alcuni medici italiani dell’Istituto Mario Negri, tra cui Giuseppe Remuzzi, Norberto Perico, Monica Cortinovis e il professor Fredy Suter. La prima sostanziale differenza, rispetto ai due protocolli già stilati dai medici lombardi e dal professor Bassetti, è che bisogna intervenire subito.

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Covid sintomi come automedicarsi: nuove indicazioni

Secondo gli esperti “prima si comincia ad aggredire il coronavirus, minore sarà il rischio di conseguenze importanti”, come riporta “Ok Salute e Benessere”. Quando cominciano a manifestarsi i primi sintomi, in attesa di fare il tampone, la raccomandazione è quello di cominciare ad assumere farmaci antinfiammatori come l’Aspirina o l’Aulin. I due medicinali non devono mai essere presi insieme. Soltanto sotto controllo medico, si possono prendere anche il cortisone e l’eparina, nel caso di sintomi più importanti. E il paracetamolo? Quest’ultimo ha avuto scarsi poteri. Sembra non riesca ad inibire l’enzima che scatena le infiammazioni all’interno del corpo. Ovviamente prima di assumere farmaci i dottori consigliano di contattare il medico di famiglia.

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Differenze con i protocolli precedenti

Solo qualche settimana fa anche la Commissione nazionale, coordinata dal direttore della clinica di Malattie Infettive del San Martino di Genova, Matteo Bassetti aveva stilato un protocollo per le cure a casa. Qui veniva consigliato l’uso del paracetamolo in caso di febbre, altrimenti l’aspirina o l’ibuprofene. Solo nei casi più importanti il cortisone e l’eparina, come dopo 96 ore di febbre superiore ai 38.5 gradi con tosse e saturazione dell’ossigeno superiore al93 % oppure a 90% in pazienti con patologie polmonari. Più distante il vademecum dei medici lombardi, a cui ha lavorato anche il professor Massimo Galli, primario di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano. Nel documento era consigliata l’auto-pronazione (sdraiarsi a pancia in giù) per contrastare lieve tosse e dispnea. Leggi anche l’articolo —> Covid, sintomi dopo quanto si manifestano? Come capire se si è a rischio contagio

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