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Covid, quanto tempo sopravvive sulle superfici? Cosa dicono gli esperti

Quanto tempo sopravvive il Covid sulle superfici? La pratica di disinfettare oggetti sin dalle prime settimane di diffusione del virus è entrata nel nostro quotidiano. Oggi sappiamo anche che quella che passa per le superfici non è la via di trasmissione privilegiata del Sars-CoV-2. La malattia si diffonde soprattutto per via aerea, mediante le goccioline più spesse o sottili (i droplets e aerosol) emesse anche solo quando parliamo. Da qui la necessità di far ricorso alla mascherina negli spazi affollati, specie quando il distanziamento non è possibile.

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covid superfici

Covid, quanto tempo sopravvive sulle superfici?

Secondo quanto riportato fa «Focus Salute» ora i centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) statunitensi sono in grado di quantificare in modo più preciso il rischio di contrarre il virus attraverso le mani sporche portate al naso, agli occhi e alla bocca. Ogni contatto con una superficie contaminata pare abbia meno di una probabilità su 10.000 di risultare in un’infezione. Contrarre il Coronavirus dopo aver toccato maniglie o oggetti personali contaminati rimane in linea teorica possibile, ma richiede un allineamento di tutta una serie di circostanze sfavorevoli. Quindi l’igiene va bene, essere cauti e attenti sì, ma senza strafare. Va bene sanificare le superfici. Tuttavia sarebbe più opportuno investire su filtri migliori per rinnovare l’aria negli ambienti frequentati da molte persone. Di gran lunga più utile negli uffici che sanificare gli oggetti.

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Gli oggetti che andrebbero disinfettati di più

La Ats Lombardia in un report aggiornato a novembre del 2021 scrive sul sito ufficiale che “le evidenze scientifiche al momento disponibili indicano che il tempo di sopravvivenza del virus sulle superfici vari in relazione al tipo di superficie considerata. Il recente rapporto dell’Istituto superiore di sanità riguardo le raccomandazioni sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19 (superfici, ambienti interni e abbigliamento) e la circolare 22 maggio 2020 del ministero della Salute riportano i tempi di rilevazione di particelle virali sulle superfici più comuni, variabili da alcune ore (come ad es. sulla carta) fino a diversi giorni (come sulla plastica e l’acciaio inossidabile)”.

Come viene specificato sul portale per pulire basta l’utilizzo di semplici disinfettanti, capaci di uccidere il virus. Ad esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) o ipoclorito di sodio (candeggina/varechina). Tra gli oggetti che più andrebbero disinfettati telefono cellulare, auricolari, microfono: prima con acqua e sapone o altri detergenti neutri, poi con prodotti a base di ipoclorito di sodio (candeggina/varechina) o etanolo (alcol), tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore. Leggi anche l’articolo —> Tampone, quando va fatto (e quando no): cosa sono i «falsi negativi»

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