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Crisi di governo, per salvarsi Conte si aggrapperà alla Farnesina?

Da oltre un mese a questa parte l’esecutivo non fa altro che andare avanti di dead line in dead line. La prossima è attesa per martedì, quando il presidente della Camera Roberto Fico deciderà le sorti di una crisi di governo che ancora deve essere del tutto chiarita. Giuseppe Conte tornerà a essere il presidente del Consiglio, o si preferirà lasciare l’incarico a qualcun altro? Questo, per ora, rimane un mistero. Certo è che il viaggio verso la creazione del Conte Ter sembra dimostrarsi sempre più tortuoso. Molto dipenderà, ancora una volta, da come deciderà di comportarsi Matteo Renzi.

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Crisi di governo, l’ago della bilancia è ancora una volta Renzi

Alla faccia del “non ci interessano le poltrone”. Matteo Renzi, piano piano, sembra stia rivelando le vere intenzioni che si celano dietro la crisi di governo da lui sollevata: riuscire a ottenere molta più influenza all’interno dell’esecutivo. Anche perché, secondo alcune indiscrezioni, non solo vorrebbe sostituire Roberto Gualtieri al ministero dell’Economia con la sua fedelissima Maria Elena Boschi, ma vorrebbe togliere il posto anche a Domenico Arcuri, ad Alfonso Bonafede, a Lucia Azzolina, a Rocco Casalino e a Roberto Speranza. Insomma, con il suo 2% sembra pretendere di mettere in piedi un governo diretto, praticamente, solo da Italia Viva.

Le premesse imposte da Renzi per un Conte Ter, quindi, sono piuttosto pretenziose. E il fatto che, anche questa volta, il senatore toscano possa essere l’ago della bilancia potrebbe diventare un serio problema. La fine delle consultazioni dirette da Roberto Fico, quindi, è attesissima. Dalla sua, però, si può dire che Conte abbia il popolo. Secondo quanto riportato da Il Giornale, infatti, i sondaggi commissionati da Rocco Casalino rivelerebbero un gradimento alla conferma di Conte come premier del 58%. Inoltre, sempre secondo le rilevazioni, in caso di nuove elezioni un ipotetico partito del Presidente dimissionario riuscirebbe a raccogliere il 15% dei consensi, trasformandosi nel primo partito di centro sinistra. E’ chiaro, però, che la speranza in questo momento è quella di evitare le urne e di riuscire a riottenere il mandato.

Conte verso la conquista della Farnesina?

Sembra inoltre che, tuttavia, un piano B ci sia già. E non sarebbe quello di tornare a insegnare diritto privato. Secondo alcune voci, infatti, pare che a Conte non dispiacerebbe traslocare alla Farnesina. L’intenzione, ovviamente, non è quella di spodestare Luigi Di Maio, ma è chiaro che un possibile ruolo al ministero degli Esteri gli sarebbe molto utile. Poi si sa, in politica, in realtà, ognuno guarda al suo interesse. Nel lungo periodo, infatti, diventare ministro degli Affari Esteri potrebbe garantirgli una notevole visibilità, la quale potrebbe essergli poi utile in un secondo momento, quando sarà ora di costruire il tanto chiacchierato progetto politico europeista, moderato e cattolico.

Quello che sembra più certo, comunque, è che non ci sarà un’altra telefonata riparatrice a Renzi. Quanto accaduto nei giorni scorsi, con le rivelazioni del senatore rispetto alla chiamata, infatti, non hanno fatto altro che umiliare ancora di più il Premier. Rendendo lo strappo con Italia Viva ancora più difficile da recuperare. Sappiamo tutti bene, però, che in caso di un Conte Ter, i più sarebbero felici di ricucire ogni amicizia. Anche a costo di far rientrare Renzi dal portone principale. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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