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Crisi di governo, Conte cede sulla task force per il Recovery Fund

Risolta la questione decreto di Natale e come far festeggiare gli italiani, ecco che si materializza il vero tema della presunta crisi di governo: il Recovery Plan. Sembra che ieri Conte si sia visto costretto a fare un passo indietro rispetto alla tanto desiderata task force, la stessa che Italia Viva ha contestato dal primo momento. Dopo l’incontro con Teresa Bellanova, infatti, pare che Palazzo Chigi abbia ceduto. E nonostante le domande sul perchè, si evidenzia così che il vero problema delle dispute interne è sempre stato questo.

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Crisi di governo, il vero problema è il Recovery Plan

Come scrive Stefano Folli su Repubblica, si conferma quindi che il vero nodo sono i miliardi in arrivo dall’Europa. E di conseguenza è anche il rapporto con la Commissione che deve essere inquadrato. Agli occhi dell’Europa le discussioni italiane non sono ben viste. Tutti sono concentrati sui progetti e sugli investimenti legati al Next Generation Ue. I Paesi stanno presentando gli studi, mentre l’Italia non perde occasione per incalzare una discussione. Per questo il timore è che i soldi non vengano indirizzati come previsto, ma che finiscano tra le spese assistenziali o gli sprechi che tanto ci contraddistinguono.

Ecco il motivo per cui si era pensato di istituire una task forse ad hoc. Peccato che l’idea non sia andata giù a molti partiti, in primis a Italia Viva. Da una parte, infatti, Conte vorrebbe in qualche modo sottrarsi dalla tutela dei partiti nella gestione dei fondi, mentre dall’altra le forze politiche puntano proprio a quello. L’idea di una vera e propria autorità indipendente al momento non è nemmeno contemplata. E tutto questo rischia di tradursi in un ingresso nel 2021 con il piede sbagliato rispetto alla relazione con l’Europa, fondamentale soprattutto in questo periodo storico.

crisi di governo

L’ipotesi dei due premier

Una cosa è certa: più Conte si farà vedere indebolito da tutto questo, più l’opposizione (ma anche la maggioranza) tenterà di farsi spazio. La dimostrazione è l’ipotesi dei due vice premier: non sarebbe altro che un modo gentile per commissionare il Premier, obbligandolo sempre di più a muoversi in un corridoio stretto e ben controllato dai leader del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. Da questo punto di vista sembra che il piano di Matteo Renzi si stia realizzando: vuole riuscire a dimostrare l’inadeguatezza di Conte, in particolar modo agli occhi dell’Unione europea.

Tutto questo significa che da gennaio la situazione potrebbe solo che peggiorare. Lasciamo da parte le minacce di elezioni anticipate, un’idea che difficilmente potrebbe diventare reale. Anche perchè a luglio inizierà il semestre bianco, ovvero gli ultimi sei mesi del mandato del Presidente della Repubblica, durante il quale il Capo di Stato non può sciogliere le Camere. Bisognerà quindi concentrarsi di più sulle manovre, e cercare di riconquistare la fiducia non solo dei cittadini, ma anche delle forze politiche. Soprattutto prima di dover scegliere il nuovo Presidente della Repubblica.  >> Tutte le notizie di UrbanPost

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