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Crisi di governo, è totonumeri in Senato: “La caduta sarebbe una tragedia”

Che speranza avrebbe la maggioranza di riuscire a rimanere in piedi se effettivamente ci fosse una crisi di governo? I numeri in Senato sono piuttosto risicati, ma dai corridoi si capisce che molti sarebbero disposti a sostenere l’esecutivo per evitare quella che Brunetta definisce una vera e propria tragedia. Certo è che sarebbe un totonumeri: senza i senatori di Italia Viva, sarebbe indispensabile l’appoggio di almeno 5 o 6 esponenti del gruppo Misto, ex pentastellati, brunettiani e centristi. Arrivare così a fine legislatura, al 2023, però, potrebbe rivelarsi molto complesso.

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dpcm natale 2020 conte

Crisi di governo, alla ricerca della senatore perduto

La diatriba tra il presidente Giuseppe Conte e Matteo Renzi, senza ombra di dubbio, sta dividendo i fronti sia in Parlamento che in Senato. E c’è la corsa non solo alla poltrona, ma anche al giubottino di salvataggio per tentare di salvarsi in una tempesta ormai accertata. Anzi: come scrive Carmelo Lopapa su Repubblica, c’è proprio odore di naufragio. Per questo il sentimento generale è quello dello scompiglio, del provare a capire chi sceglierà di stare dalla parte di Conte per evitare la crisi di governo in piena emergenza sanitaria. “Io non ho più fiducia in questo esecutivo, e il problema è Conte”, ha affermato l’ex grillino Gregorio De Falco. Meno uno.

Ma che cosa significa tutto questo? Che i 156 voti che a fine anno hanno approvato la fiducia sul bilancio, in realtà, non costituiscono alcuna certezza. A maggior ragione se i renziani dovessero far le valigie dalla maggioranza. Anche se non è ben chiaro per andare dove. Soprattutto, è davvero così scontato che tutti e 18 si staccherebbero dalla maggioranza? Forse no. Tra l’altro, pare che sia partita la stagione degli acquisti. Secondo alcuni rumors, infatti, sembra che qualche dem stia cercando di convincere i senatori di Italia Viva più incerti a “tornare a casa”. Si parla di Comincini, Vono, Marino. E forse addirittura qualcun altro. Ma Davide Faraone smentisce, sicuro della fedeltà dei suoi compagni: 18 sono e 18 rimarranno “fino alla fine”.

crisi governo Renzi

Preoccupano i numeri in Senato

Di fatto non si può negare che i numeri in Senato preoccupino, e non poco. Nel suo momento di massima potenza, infatti, la maggioranza è riuscita a ottenerne 170. Più veritiera, tuttavia, è la soglia dei 160, 161. Considerando 18 renziani in meno, poi, si scenderebbe intorno ai 152, una cifra piuttosto misera. Ma secondo Palazzo Chigi sarebbero sufficienti altri sei senatori per mantenere il mondo come sta. Anzi, pare proprio che i nomi si conoscano già. Dove andranno a raccogliere? Probabilmente tra le fila di ex grillini, come Sandra Lonardo Mastella e Mario Giarrusso. Ma anche di Forza Italia, che nel complesso non vede di buon occhio una crisi di governo proprio ora. Così come, però, non sarebbe nemmeno del tutto a favore di fare da “stampella” a Conte.

Certo è che si dovesse pescare solamente tra ex pentastellati e magari tra gli indecisi di Italia Viva, sarebbe meglio. Per sopravvivere, però, si sa, si è disposti a tutto. Per questo si parla anche di forzisti. Alcuni di loro potrebbero lasciare, ma non si sa quanti. Quello che è più scontato, invece, è che potrebbero assentarsi dall’aula pur di non andare a nuove elezioni adesso. “Questo non è tempo della crisi, ma dei costruttori. Mi batterò dall’opposizione per impedirla. Stucchevole Renzi”, ha commentato intanto Renato Brunetta. Anche perché secondo lui, così come pare essere dello stesso parere anche il Cavaliere, una crisi di governo ora “sarebbe una tragedia”. >> Tutte le notizie di UrbanPost

 

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