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Decreto Carceri Covid, fuori 5mila detenuti: «Nessun permesso per mafiosi e rivoltosi»

Decreto Carceri – Giovedì 29 ottobre 2020. La seconda ondata da Coronavirus fa tremare anche i penitenziari. Secondo quanto riportato da ‘Il Corriere della sera’ sono già 150 i detenuti trovati positivi al Covid in ben 41 istituti. 71 di questi solo a San Vittore a Milano, 55 a Terni, altri 12 a Benevento. E non è finita qui: sono 200 gli operatori di Polizia che risultano aver contratto il virus in tutta Italia. Tre sono ricoverati, la restante parte è in quarantena a casa. Numeri che destano preoccupazione e che hanno spinto il governo ad agire. Nell’ultima riunione del Consiglio dei ministri, avvenuta due giorni fa, sono stati così presi alcuni provvedimenti volti a limitare la diffusione del contagio anche dietro le sbarre.

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Decreto Carceri Covid, fuori 5mila detenuti: «Nessun permesso per mafiosi e rivoltosi»

Decreto carceri, quali conseguenze? Brusca impennata dei contagi da Covid-19. Una notizia che spaventa anche i penitenziari italiani, dove l’epidemia pian piano si sta diffondendo. Il Consiglio dei ministri nel tentativo di tamponare ha preso delle decisioni piuttosto importanti: circa 2 mila detenuti attualmente in semilibertà la sera potranno dormire a casa, senza rientrare in cella. A beneficiare di tale misura anche circa 3 mila detenuti, per un totale di 5 mila persone. Circa il 10% della popolazione carceraria (54.815 detenuti). La possibilità della detenzione domiciliare, che prevede l’applicazione del braccialetto elettronico, interesserà circa 3 mila detenuti, che hanno subìto pene di durata non superiore a 18 mesi. Il Guardasigilli Alfonso Bonafede sulla sua pagina social ha voluto specificare chi è escluso da tale provvedimento. «Si preclude comunque l’accesso alla detenzione domiciliare a chi è stato condannato per mafia, terrorismo, corruzione, voto di scambio politico-mafioso, violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e stalking nonché a chi ha subito una sanzione disciplinare (o ha un procedimento disciplinare pendente) per la partecipazione a tumulti o sommosse nelle carceri», ha affermato il politico.

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Bonafede: «Nel decreto-legge appena approvato ci sono anche alcune importanti novità riguardanti il settore della giustizia»

«Nel decreto-legge appena approvato dal Consiglio dei Ministri, il Governo ha messo in campo ulteriori misure per sostenere alcuni settori produttivi. Ma ci sono anche alcune importanti novità riguardanti il settore della giustizia. Magistrati, avvocati, cancellieri, personale dell’amministrazione penitenziaria, polizia penitenziaria e tutti gli operatori della giustizia devono trovarsi nelle condizioni di poter lavorare in sicurezza», ha precisato su Facebook sempre il grillino Bonafede. Tra i tanti provvedimenti la possibilità di fare le indagini preliminari con collegamenti da remoto e le udienze penali mediante videoconferenze e collegamenti.

Il Garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma, per la lotta al Coronavirus chiede all’esecutivo un ulteriore sforzo: «Resta ineludibile la predisposizione di spazi di ricovero interno che si spera non siano necessari, ma che sarebbe errato non prevedere». Leggi anche l’articolo —> Firenze, 500 imprenditori in piazza contro il nuovo Dpcm: con loro Giani e Nardella

 

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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