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Covid, attesa per il nuovo decreto: cosa si sono detti ministri e Regioni

Decreto Covid Draghi, c’è attesa per la riunione del consiglio dei Ministri di questa mattina nella quale si discutere delle nuove restrizioni per arginare la pandemia in Italia. Ieri in serata c’è stata una riunione tra i ministri della Salute e degli Affari Regionali, Speranza e Gelmini, e la conferenza delle Regioni. Il punto sulla situazione.

Decreto Covid Draghi

Decreto Covid Draghi, cosa si sono detti ieri ministri e Regioni

Nella videoconferenza di domenica 21 febbraio alle 19 tra i ministri della Salute Roberto Speranza, quello degli affari Regionali Maria Stella Gelmini e i presidenti di regione è stata concordato il prolungamento del blocco degli spostamenti tra regioni fino al prossimo 25 marzo.

Si è poi discusso, come detto, di una revisione complessiva della strategia anti-Covid che entra nei programmi del nuovo governo Draghi, come esposto dal premier nelle sue comunicazioni al Parlamento. Con tante proposte sul tavolo: le Regioni chiedono regole più semplici per determinare le restrizioni sul territorio e puntano ad allargare la cabina di regia ai ministeri economici.

Stop agli spostamenti tra regioni fino sotto a Pasqua, dunque. Ma tra le possibili concessioni alla mobilità, governo e regioni pensano all’estensione della possibilità di fare visita ad amici e parenti una volta al giorno. Potranno farlo due persone (con i figli minori di 14 anni e persone non autosufficienti che restano fuori dal calcolo) e sarà anche possibile spostarsi tra piccoli Comuni.

Sulla revisione complessiva dell’attuale sistema di restrizioni, quello a fasce di colore per intenderci, le posizioni restano lontane. Il ministro Speranza resta molto prudente, così come alcuni governatori come il presidente emiliano-romagnolo Bonaccini. “Non si tratta di fare allarmismi”, avrebbe detto Speranza in riunione. Piuttosto ha constatato che prima che i vaccini abbiano un effetto sui contagi, e mentre si diffondono le mutazioni del Covid, “le restrizioni sono indispensabili“. Dal canto suo la neo-ministra Gelmini ha  assicurato che il governo si impegna quindi a “coinvolgere” gli enti locali nelle decisioni e a comunicarle con tempestività, come già promesso da Draghi.

Nuove restrizioni, cosa dicono le forze politiche: la Lega spinge per le riaperture

“Se si può andare a pranzo in sicurezza, si può anche andare a cena in sicurezza. Palestre, teatri, cinema, piscine e impianti sportivi sono a totale prova di sicurezza e quindi io dico che potrebbero/dovrebbero riaprire”. Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, ospite di “Mattino 24” su Radio 24. Quella di Salvini non è l’unica posizione “aperturista” nella nuova maggioranza che sostiene il governo Draghi.

Alla sua si avvicina la posizione di Giovanni Toti, leader di “Cambiamo” e governatore della Liguria. Per Toti tutta l”Italia potrebbe sottostare alle regole dell’attuale zona “gialla”, con restrizioni maggiori nelle zone in cui l’incidenza dei contagi è oltre i limiti di sicurezza, orientamento che trova sostenitori anche in parte della comunità scientifica.

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Written by Andrea Principe

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