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Decreto Rilancio licenziamenti, cade il divieto per ritardi nella pubblicazione: ‘svista’ del governo

Una svista del governo, un ritardo nei tempi di pubblicazione ed ecco che il divieto di licenziamento per giustificato motivo oggettivo prorogato dal Decreto Rilancio cessa di esistere. Almeno temporaneamente. Potrebbe bastare però per permettere ai datori di lavoro di attuare i licenziamenti per motivi economici e far ripartire le procedure avviate e congelate prima dello scorso 24 febbraio. Fu allora che il decreto Cura Italia introdusse la misura con validità 60 giorni. Scaduti giusto sabato scorso, 16 maggio.

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Decreto Rilancio: ritardi nella pubblicazione legittimano licenziamenti

Il termine di 60 giorni previsto dal Cura Italia per il divieto di licenziamento avrebbe dovuto essere sostituito dal Decreto Rilancio con la dicitura “cinque mesi”. Questo subentro avrebbe permesso di non attuare licenziamenti fino al prossimo 17 agosto. Ma la mancata pubblicazione del testo sulla Gazzetta Ufficiale ‘legittima’ di fatto i licenziamenti messi in atto nelle ore che separano la scadenza precedente e la pubblicazione del Decreto. In poche parole, tali provvedimenti non possono essere contestati. Il ritardo incide particolarmente sui licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo in aziende al di sotto dei 15 dipendenti nell’unità produttiva – o sotto i 60 su tutto il territorio nazionale – e nei confronti dei lavoratori assunti con il Jobs Act, a prescindere dal numero.

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‘Salvi’ i licenziamenti con procedura preventiva

Non dovrebbero essere colpiti dalla scadenza, invece, i licenziamenti collettivi o individuali che prevedano una procedura preventiva: nel momento in cui il Decreto Rilancio verrà pubblicato, infatti, la procedura rimarrà di nuovo congelata. Il licenziamento è legittimo se avviene il giorno della pubblicazione e dell’entrata in vigore del Decreto e si dimostra che il lavoratore era venuto a conoscenza del recesso prima. Questo perché la legge non è retroattiva. In caso contrario, il provvedimento potrebbe essere annullato. >> Decreto Rilancio testo ufficiale: tutti i bonus per famiglie, lavoratori e imprese

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