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Decreto Ristori 5 quando arriva? Forse provvedimento ad hoc per scadenze fiscali e cartelle

Si fa attendere il Decreto Ristori 5. Colpa della crisi di governo: la bozza del testo del Decreto Ristori quinquies era quasi pronto circa un mese fa. Poi la sfiducia al governo, i tanti giri di consultazioni e l’insediamento del nuovo esecutivo. Nel frattempo, i 32 miliardi ottenuti con l’approvazione dello scostamento di bilancio restano in attesa di essere distribuiti ad aziende e famiglie in estrema difficoltà.

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Decreto Ristori 5: perché è in ritardo

Il Decreto Ristori era priorità per il Conte bis e lo è anche per il governo Draghi. Eppure, ad oggi non è possibile consultare la bozza del testo per il decreto: non si sa che fine abbia fatto. Inizialmente, l’appuntamento per l’approvazione del Decreto era il 20 gennaio. La storia la conosciamo: la sfiducia di Renzi e la crisi di governo hanno scoraggiato Conte dal portare avanti i lavori conclusivi del Decreto, che tuttavia sarebbe potuto essere varato anche da un esecutivo in carica “per gli affari correnti”. Il mandato esplorativo dal presidente della Camera Fico e i successivi giri di consultazione per l’esecutivo Draghi hanno richiesto tempo, e quasi due settimane dopo il giuramento del 13 febbraio, il decreto è ancora in fase di preparazione.

Cosa dovrebbe cambiare

Ora, risolta la grana delle nomine dei sottosegretari, si spera che i nuovi ministri stendano in fretta il testo del nuovo Decreto Ristori, anche se il ministro dell’Economia Daniele Franco non intende sbilanciarsi sulle tempistiche necessarie. La messa a punto del Decreto Ristori quinquies richiede più lavoro del quater. Infatti già nella bozza del Conte bis si voleva adottare un meccanismo di calcolo diverso dal precedente. Mentre fino al Ristori quater gli aiuti erano stati distribuiti in base ai codici Ateco e sul fatturato perso nell’aprile 2020 rispetto all’aprile 2019, il nuovo metodo prospetta un intervento più mirato, solo per gli operatori che nell’intero 2020 abbiano subito perdite di almeno il 33% e solo per coprire costi fissi quali affitti e utenze non oggetto di altri aiuti.

decreto ristori 5

Non c’è una data

Il problema di questo schema è che richiede tempi più lunghi. Inoltre, fa presente Il Fatto Quotidiano, i ristori per novembre e dicembre affidato all’Agenzia delle Entrate sono stati rapidi, perché gli accrediti partivano in automatico verso i conti delle attività che già avevano ricevuto i contributi in primavera. Con un cambiamento dell’impianto si dovrebbe ripartire da capo con nuove domande. Allunga ulteriormente i tempi il fatto che nel nuovo Decreto devono trovare spazio molte altre misure, come la cassa integrazione e i vaccini.

Un indizio dice che un intervento potrebbe arrivare nei prossimi giorni. Si tratta della scadenza della proroga delle cartelle esattoriali, che in mancanza di un ulteriore rinvio (il blocco scade il 28 febbraio) dovrebbero essere inviate ai contribuenti a partire dall’1 marzo. Impossibile però che Ristori quinquies venga approvato entro il 28 febbraio: più probabile che per le cartelle esattoriali si proceda con una nuova proroga di qualche giorno. >> Tutte le notizie di economia

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