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Decreto sostegni, ultime trattative nella maggioranza: oggi l’approvazione in Cdm

Decreto sostegni, le ultime notizie disponibili danno come possibile la sua approvazione oggi, venerdì 19 marzo 2021. Il Consiglio dei ministri dovrebbe infatti svolgersi oggi pomeriggio alle 15. Al momento, però, nemmeno il pre-consiglio, ovvero la riunione preparatoria dei ‘tecnici’, è stato convocato, tant’è che non si esclude che il testo arrivi direttamente in Cdm. Subito dopo, come da attese, il premier Mario Draghi terrà la sua prima conferenza stampa, illustrando i contenuti del provvedimento e rispondendo alle domande dei cronisti. (prosegue dopo la foto)

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Decreto sostegni: ulteriori ritardi dovuti al “nodo” stralcio vecchie cartelle esattoriali

A poche ore dal Consiglio dei ministri, si media nel governo per sbrogliare uno dei nodi sul tavolo: lo stralcio delle cartelle fiscali fino a 5000 euro risalenti al periodo 2000-2015. L’ipotesi che sta prendendo quota nelle ultime ore, e che sarebbe avallata dal ministro dell’Economia Daniele Franco, è quella di abbassare l’asticella a 3000 euro, riducendo il periodo temporale di riferimento agli anni che vanno dal 2000 al 2010, riferiscono fonti di governo all’Adnkronos.

Ma le stesse fonti sostengono che la proposta di mediazione potrebbe generare il malcontento della Lega e del M5S, ritrose ad abbassare la soglia e anzi convinte della necessità di portarla più su, fino a 10mila euro. Sulla stessa linea anche Forza Italia, come emerge da alcune dichiarazioni del numero due azzurro Antonio Tajani. Sul tavolo, al momento, dunque, resta il nodo della cancellazione delle vecchie cartelle esattoriali e della proroga del blocco dei licenziamenti.

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I mal di pancia nella maggioranza sul “colpo di spugna” fiscale

Il vertice di maggioranza di mercoledì scorso non ha superato l’impasse e ieri “il flusso di comunicazione si è praticamente interrotto”, dice un ministro presente alla riunione a Palazzo Chigi. Lega e M5S vorrebbero cancellare, con un colpo di bianchetto, le vecchie cartelle risalenti al periodo 2000-2015 fino a 5mila euro. Il Carroccio spinge per alzare l’asticella a 10mila, i grillini confidano che ad alzare la posta provvederà il Parlamento. Mettere da parte le ideologie, tuonano all’unisono dal Mef la viceministra Laura Castelli e il sottosegretario Claudio Durigon, rinsaldando il vecchio asse M5S-Lega.

Il Pd, che certo non fa i salti di gioia per quello che molti hanno già etichettato come un “condono fiscale”, sarebbe pronto a lasciar passare la misura ma registra parecchi mal di pancia al suo interno. Sul piede di guerra Leu. E nella riunione si sarebbe fatto spazio un altro dubbio, che avrebbe frenato ulteriormente la norma. Ovvero che, in assenza di un automatismo, il problema venga solo posticipato. Ma una misura che stralci in automatico le cartelle inesigibili diventerebbe ancor più difficile da mandare giù per chi già fatica a digerirla. Oggi la soluzione in Cdm. >> Le notizie di economia

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