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Denise Pipitone vacillano gli alibi dei sospettati? Ex pm Angioni: «È ancora viva, la verità a un passo»

Denise Pipitone news: gli alibi di Anna Corona e Giuseppe Della Chiave, presunti nuovi indagati nell’ambito delle nuove indagini sul giallo di Mazara del Vallo, sono solidi? Al riguardo vi sarebbero sempre più dubbi.

L’alibi di Giuseppe Della Chiave smentito dai suoi colleghi

Il nipote di Battista Della Chiave, chiamato in causa dallo zio audioleso, riferì agli inquirenti che il 1° settembre 2004 lui si trovava al lavoro. Faceva il cuoco presso un ristorante di Mazara di cui Anna Corona e le figlie erano assidue clienti. In realtà avrebbe mentito perché, come evidenziato da La vita in diretta, i suoi colleghi lo smentirono rivelando che il mercoledì il locale restava chiuso perché giorno di riposo. E il 1° settembre di 17 anni fa, quando la piccola Denise fu rapita, era proprio un mercoledì. (Clicca qui per maggiori informazioni su Giuseppe Della Chiave)

Vacilla l’alibi di Anna Corona

Anche l’alibi di Anna Corona, indagata all’epoca dei fatti per concorso in sequestro di persona (fascicolo poi archiviato), viene (ri)scandagliato in queste ore. Perché era allora forte (e lo è anche oggi) il sospetto che la donna abbia mentito in merito: disse infatti di non essere mai uscita dall’Hotel Ruggero II a Mazara, dove lavorava come addetta alle pulizie, ma un particolare la smentirebbe. La collega di lavoro Francesca Adamo infatti ha ammesso davanti le telecamere di La vita in diretta di aver firmato al suo posto l’uscita alle 15:30. Sarebbe stata la Corona a chiederglielo quell’unica volta, perché – lo si deduce – si allontanò dal lavoro prima del consueto orario di fine servizio. (continua dopo la foto)

 

Mangiò un uovo al tegamino in Hotel insieme ai colleghi, intorno alle 11:30. Poi nessuno l’avrebbe più vista. Nella fascia oraria 12/15:30 potrebbe quindi non essere stata al lavoro. E quello non è un lasso di tempo qualunque ma il frangente temporale in cui scomparve Denise Pipitone. La collega Francesca, inoltre, a domanda diretta degli inquirenti: “Quella mattina la signora Corona ricevette in lavanderia la visita delle sue due figlie?”, rispose con un secco ‘no’. Salvo poi cambiare versione e solo al terzo colloquio con il magistrato riferire che Jessica ed Alice quel giorno andarono a trovare in motorino la madre mentre era al lavoro. La donna ricorda particolari ‘minori’ (le due ragazze avrebbero mostrato alla Corona due giacche comprate al mercato poco prima) ma non quelli che davvero contano. Dice infatti di non ricordare con precisione se la visita delle figlie di Anna Corona sia avvenuta prima o dopo pranzo.

Denise Pipitone, ex pm Angioni: «Vittima di un patto delinquenziale»

Sulle reticenze delle persone coinvolte e i tanti punti oscuri mai chiariti dell’inchiesta è tornata a parlare l’ex pm Maria Angioni titolare del fascicolo nel primo anno di indagini.

Come riporta il quotidiano La Nuova Sardegna, secondo l’ex pm Denise sarebbe ancora viva. “Qualcuno sa dove è stata portata dopo il rapimento o sa dove si trova in questo momento. Questa persona è stata testimone dello spostamento o lo ha addirittura operato in prima persona. Fino a oggi ha taciuto per rispettare forse un patto ora saltato. Chi prese Denise voleva ucciderla, ma qualcun altro lo ha impedito. Non è stata riconsegnata alla famiglia perché c’era un patto. Il clima ora è cambiato: qualcuno sta parlando e scardinando degli alibi. Ci sono delle testimonianze importanti, le ricerche sono state intensificate e la verità potrebbe essere a un passo”.

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Denise Pipitone «È ancora viva, la verità a un passo»

“[…] La pista era quella di Jessica Pulizzi, che odiava Piera Maggio e ha preso la bambina per farle del male. Io non voglio contrappormi a nessuno. La bambina va cercata nella famiglia allargata, va cercato il coacervo di ragioni che hanno portato il rapimento. Non è stato solo un gruppo di persone che l’ha presa, ma è probabile che ci siano stati due gruppi e che il primo gruppo non sappia neanche dove sia la bambina. Il secondo gruppo vogliono bene in modo patriarcale e in modo non rispettoso dei diritti della bambina e l’hanno sistemata da qualche parte. E presumibilmente sanno ancora dove si trovi, la mia idea è quella di un patto delinquenziale”. Queste le parole dell’ex magistrato intervistata stamani 1° giugno a Mattino 5.

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